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Registrazione presso il Tribunale di Torino n. 36 del 17/06/2009
Direttore Responsabile Rosanna Caraci

 

Santorini – 2011 La risposta al DEFAULT GRECO? DONKEY TAXI!

— archiviato sotto:

Grecia. Il turismo delle isole traina l'economia? Donkei taxi, un simbolo della forza di una tradizione che si oppone silenziosamente a modelli di stato tecnocrati e all'intromissione dei mercati finanziari nella vita dell'individuo, mal rappresentato nell'odierna democrazia.

L’estate greca sotto i riflettori della BCE, protagonista delle giustificate incertezze di Angela Merkel sull’efficacia del piano di aiuti previsto. Le agenzie di rating internazionali, dopo un luglio dedicato a stimare la credibilità degli istituti bancari europei, nel cui mirino in primis la Spagna, concentrano il dibattito dell’agosto a parlare di Italia, dopo una prima settimana incentrata sul possibile declassamento delle tre storiche AAA U.S.A.

Arriva settembre e la Grecia torna a far parlare di sé e di un probabile, annunciato e quanto mai vicino default del paese. I mercati crollano sotto gli attacchi degli speculatori internazionali, di fronte al balletto degli indici di borsa europei, mai così volatili, lo spread dei Greek bonds yields contro il bund tedesco appare ormai incolmabile.

 

Un unico dato, preso da solo, fa sperare: in Grecia il tasso di disoccupazione scende a 16% contro il 16,6% del mese precedente.

Merito del turismo, che si afferma settore trainante dell’economia greca. Cosa ne pensa la gente

“normale” delle isole, i tanti family business che hanno registrato un boom di prenotazioni, favorito dal

ribasso dei prezzi?

La voce è unanime: “meglio non uscire dalla comunità europea e tornare in balia dei picchi dell’inflazione,

che rendevano impossibile anche prendere un monolocale in affitto. Ai greci serve un ente esterno

controllore dei conti pubblici.” Alla domanda se è vero che sono le isole il motore economico greco, in

molti confermano, sottolineando che ad Atene tutte le commesse del settore edile sono bloccate, mentre

in Santorini, grazie ad una stagione turistica che dura ben 8 mesi, le persone sono frenetiche e fanno

almeno due lavori.

I Greci di Santorini, abituati a contrattare, non smettono di darsi da fare, seguendo la

migliore delle tradizioni mediterranee, che trova insegnamento nei Fenici prima e nei mercanti veneziani

poi, responsabili dello stile delle caratteristiche case bianche, costruite a terrazza sugli impervi declivi che

da Fira giungono alla punta nord di Oia.

Il meraviglioso tramonto che si gode dal golfo di Fira, Firostefani e Imerovigli, dove il sole “va a riposare

nel mare” subito dietro l’isola di Volcano è fonte di guadagno per gli albergatori, che hanno trasformato le

loro locande per pescatori in Luxury hotel. I mulini a vento dell’isola sono oggi SPA. I velieri, le

imbarcazioni che portano i turisti a visitare il cratere ancora attivo di Volcano Island, con guide in minimo

4 lingue. I pescatori divenuti ristoratori sui caratteristici moli di Ammoudi e Thirassia, ma soprattutto i

Donkey Taxi!

 

Gli asini, simbolo di Santorini, perché docili animali da soma che sin dall’antichità permettevano il

trasporto dei beni di prima sussistenza dai porti alle cittadine, poste a minimo 300m s.l.m., oggi sono i

protagonisti del trasporto dei turisti dai porti di sbarco sino alla vetta della città di Oia e Fira. Colonne di

più di 200 somarelli scalano le impervie salite di Santorini con turni di lavoro, spesso eccessivi, che si

aggirano intorno alle 10 ore al giorno.

I loro guardiani rappresentano il quadro di una Grecia, che non pare essersi accorta di essere nel XX.

Le lunghe pause seduti sugli scalini, le attese al porto in cerca di turisti con cui contrattare il passaggio.

Eppure sono proprio i volti di queste persone, segnati dal sole, laboriosi ed instancabili, che parlano della

forza di una tradizione, che tarda a morire e che oggi puo’ rappresentare una forte ancora di salvataggio

contro le tendenze di omologazione culturale, derivante dalla globalizzazione e ICONA di salvezza alla

crisi, dimostrando che è possibile, nonostante guadagni arrangiati, sopravvivere dignitosamente,

seguendo la massima del darsi da fare.

Ecco che la questione di una Grecia che sembra non essersi accorta di far parte della comunità europea,

viste le tante abitudini, mai perse, come andare in motorino senza casco o addirittura in tre,

contrabbando di sigarette e di beni di marca sottocosto, fabbriche che scaricano in mare, ex-abusivismo

edile, piloni elettrici non a norma, banche con le porte non automatiche, va in secondo piano, di fronte

alla forza nell’andare avanti di famiglie, che fanno della loro abitazione, amabili case-vacanze, davanti

all’anziana, vestita di nero, che s’improvvisa cuoca di prodotti tipici, nel pieno rispetto delle norme

igienico-sanitarie e dove tutti, giovani e vecchi si stringono in una comune lotta, re-inventandosi e

iniziando a conoscere l’inglese all’età di 80 anni.

Il ritorno alla coltivazione della terra, il ruolo dell’olio e l’impiego nelle tante aziende vinicole di Santorini,

le cui uve di pregio risultano qualità autoctone, dimostrano la capacità di riuscire a sfruttare le

potenzialità del territorio.

In silenzio la paura fa cominciare il rito di ingenti ritiri di denaro contante dalle banche, secondo la

massima del “non si sa mai, meglio sotto il materasso!”, o orientano improvvisi spostamenti di liquidità

verso gli istituti di credito degli stati confinanti, come la Bulgaria. 

In molti puntano il dito contro la corruzione dei sovrani e lamentano l’abbassamento dei guadagni,

causato dall’aumento delle tasse per i cittadini, ma sussurrano con un filo di voce, che la responsabilità è

degli stessi greci, per averli votati “Prendiamo Andreas Papandreou “dice Nikos, un cameriere

intervistato, ormai divenuto un nostro amico, “non si puo’ annoverare a lui tutta la responsabilità della

crisi economica, ma chi rappresenta Papandreou? Piace agli osservatori internazionali con i suoi modi

anglosassoni di vita improntata al benessere. Papandreou non fuma, va in bicicletta e fa jogging. Si dà il

caso che il 90% dei greci “fumino come turchi” e che l’1% della popolazione sia interessata a fare attività

fisica! La Grecia non era pronta a mettere dall’oggi al domani il divieto di fumo in luoghi pubblici.”

Come trovare il bandolo della matassa, dunque? La mentalità deve crescere? Forse, oppure dobbiamo

ricordarci da dove nasce la democrazia, termine e concetto che guarda caso, vide la propria nascita

proprio in Grecia.

 

La democrazia rappresenta il popolo e se questa si allontana dai bisogni e dalle necessità della società

civile, alla lunga fallisce, mentre… le persone con le loro consuetudini e tradizioni restano.

 

Ilaria D’Adamio
 
Published on 17/09/2011