CarbonArt e Nerocarbonio: nuove sensazioni tattili e nuove visioni estetiche
Lavorazioni artistiche, pezzi unici, design glamour con accenti fortemente metropolitani: la fibra di carbonio entra a far parte del design italiano ed è subito tendenza.
Un'elevata resistenza meccanica, bassa densità, forte capacità di isolamento termico e resistenza agli agenti atmosferici oltre a buone capacità ignifughe hanno reso la fibra di carbonio il materiale principe nella costruzione di telai per l'industria automobilistica, navale, aerospaziale e aeronautica.
Da questo background e dalla conoscenza tecnica delle proprietà di questa incredibile materia prima, trasformata in "tessuto" per la prima volta nel 1969 dalla Carr Reinforcements, nasce la sua applicazione nel mondo del design: un mondo sempre in movimento, alla estenuante ricerca di nuove suggestioni creative e nuovi materiali da sperimentare.
Primo fra tutti, il marchio tutto italiano Nerocarbonio lighting design: l'unico, credo in tutto il mondo, ad aver avviato sistematicamente una produzione di lampade e oggetti di design per la casa, utilizzando come prevalente materia prima la fibra di carbonio, unendo l'abilità creativa dei designer ad una conoscenza decennale della lavorazione artigianale del materiale.
Prendono così forma oggetti unici, forme innovative, minimali, leggerissime e pure.
Le caratteristiche funzionali del materiale e dell'oggetto stesso, che per definizione deve essere fruito, si combinano egregiamente alla bellezza e alla purezza delle forme per lampade tecniche, ma semplici, eleganti e dalle forme geometriche basiche e rassicuranti: il rettangolo, il quadrato, il cilindro, la semisfera per eleganti effetti "eclisse".
Ideali per ambienti minimali e metropolitani, grazie all'estrema essenzialità delle forme tutti i prodotti del catalogo si collocano perfettamente anche in ambienti country, classici o neo-barocchi, dimostrando versatilità estreme di utilizzo, nonostante siano per composizione strutturale così lontani dalla tradizione.
Dal genio di uno dei soci fondatori della Nerocarbonio, Alberto del Biondi, attento conoscitore delle potenzialità dei nuovi materiali declinate nella creazione di nuovi brand, nascono nel 2009 nuove applicazioni della fibra di carbonio, questa volta maggiormente legate all'arredo e all'interior design.
Si parte da "Plane water" un lavabo leggerissimo e di grandi dimensioni, dal design essenziale e che deve la sua caratteristica principale all'utilizzo di piani inclinati per portare l'acqua allo scarico in maniera inusuale, creando sbalzi e sospensioni spiazzanti; sempre della serie bagno "Twin" wc e bidet sospesi, gemelli nella forma, totalmente nero carbonio e dotati di luci di cortesia all'apertura del coperchio/tavoletta per gli amanti del vero lusso tecnologico anche nel momento più intimo (un pò eccessivo... non vi pare?); di tutt'altro respiro e di un eleganza raffinata la sedia regia "Director", leggerissima ma strutturalmente complessa (anche se non lo dimostra affatto!); e per finire un progetto ancora una volta legato al mondo della luce in e outdoor "Canneto", lampada da terra che unisce la fibra di carbonio alla fibra di vetro su tubi di varie dimensioni innestati su una lunga base rettangolare, permettendo effetti luminosi delicati e sfumati, fortemente smaterializzanti.
Alla combinazione di alto design, ricerca strutturale e eccellenza nella lavorazione artigianale della fibra di carbonio di Nerocarbonio, si contrappongono però anche altre realtà, più artigianali, meno industrializzate, il cui valore artistico dei prodotti è indiscusso: è il caso per esempio di CarbonArt.
Il marchio, fondato dall'artista Federico Villani, appassionato di chimica e attento conoscitore della lavorazione dei materiali compositi quali il diolene e la fibra di carbonio, usualmente utilizzati nella costruzione di telai per canoe o kayak, è caratterizzato da una linea di orologi da parete artistici scaturiti dalla modellazione in maniera totalmente manuale di pannelli differenti di fibra di carbonio attraverso l'utilizzo di speciali resine indurenti.
Mancando il trattamento sottovuoto utilizzato dall'industria per la modellazione e l'irrigidimento della materia prima, gli orologi risultano meno rifiniti, a volte lucidi, a volte opachi secondo le resine utilizzate.
Un omaggio agli "orologi molli" di Salvator Dalì, la "Time series" di Federico Villani si distingue grazie ad oggetti di grandi e piccole dimensioni dove la fibra di carbonio anche se irrigidita dalle resine si declina in una moltitudine di riccioli e drappeggi, linee sinuose dal forte gusto baroccheggiante, in alcuni casi l'effetto frastagliato-non finito fa quasi pensare che la materia plasmata sia un sacco di yuta dipinto di nero.
Interpretata dall'industria del design in forme pure e assolute, nel mondo artistico la fibra di carbonio perde la sua forza strutturale, la sua essenzialità materica, per dare spazio a nuove sensazioni e a nuovi estetismi: il rigido diventa morbido, il chiaro-scuro luminoso e tecnico diventa un' opaca scala di grigi.
Il materiale strutturale per eccellenza, simbolo di leggerezza abbinata a forte resistenza, diventa decorazione pura, quasi un morbido tessuto come i marmi scolpiti a drappeggio dai grandi maestri rinascimentali e barocchi.
