International Design Berlin Festival
Berlino 2010 - International Design Berlin Festival Cinque giorni che animano i quartieri della capitale tedesca al limite tra arte e design
BERLINO: sede centrale del Festival Internazionale del Design, quest'anno: gli hangar dismessi dell'ex-aeroporto Tempelhof di Berlino, già a far presagire l'atmosfera sperimentale che si è respirata nella capitale tedesca sino al 13 giugno.
Scelta casuale della location? Sicuramente no, a detta degli organizzatori, che dal 2003 hanno dato vita ad una delle manifestazioni più vitali all'interno del panorama mondano del design.
Radicamento nella storia e decontestualizzazione, tipiche di un sito di archeologia industriale, che fanno da teatro al nucleo della mostra: vera e propria fucina d'idee, dove più di 400 giovani designer e artisti, avranno modo di incontrarsi, confrontarsi ed offrire al pubblico i prototipi delle nuove tendenze del design.
Ormai risaputo che la Germania, nei momenti di crisi, faccia propria la filosofia del re-investire, all'interno di questo scenario sceglie le potenzialità delle menti e della creatività e le dota di un palcoscenico virtuale, dove poter incontrare l'industria ed interfacciarsi con i bisogni impliciti, dettati dall'economia.
Il tema del Symposium di questa edizione è stato presentato sotto il titolo di:
Are nerds the new designers?
Design da non vedersi come disciplina o technè decorativa, ma come arte di strutturare la vita quotidiana attraverso la realizzazione di oggetti, che abitano e servono per usi quotidiani, stavolta supportati dal confronto con le nuove tecnologie e i media digitali.
La mostra centrale ha preso forma in due rami principe: le c.d. Allstars ( conosciuti designer, studi e firme) e Youngsters (talenti esordienti) accompagnati da ben 17 Istituti di design e Scuole di disegno.
DMY, ente che rappresenta Berlino, investita dall'UNESCO del riconoscimento di “Città del Design”, ci tiene a mantenere la fama della città, come capitale in grado di rinascere dalle macerie di una tragica divisione.
Qui, due culture istruite agli antipodi hanno vinto le barriere dell'incomunicabilità del Muro e coese, si sono riconosciute reciprocamente in un territorio di confine, INTERZONA, che poteva diventare, proprio grazie alla sua peculiarità storica, punto di forza per un salto culturale nel futuro, luogo di superamento di vecchi limiti e stereotipi mentali.
I luoghi, sublimati a simboli concreti, plasmano una filosofia di vita che attraversa anche le modalità del conoscere, del vivere e progettare.
Ecco la metafora svelata da DMY e rappresentata all'interno dei padiglioni della mostra: un festival, cinque giorni di workshop, dove le opere si fanno interattive, in cui il product design non é esibito come prodotto finito, bensì come progetto da definire in progress. un grande laboratorio, dunque, in cui menti creative e pubblico interagiscono e contribuiscono alla realizzazione del progetto.
Particolare degno di nota: il Festival 2010 si è focalizzato sul design svizzero, dedicando una sezione della mostra ai vincitori del “Design Preis Schweiz” per talenti emergenti, vedendo in primo piano le ricerche di ingegneri e designer del EPFL+ECAL Lab e lo sviluppo della FIDU-Technologie.
Il Maker Lab? È il luogo di pratica della DIY-Kultur, dove concetti come sharing e crowdsourcing proliferano tra le workstation allestite e si materializzano in progetti di LaserCutter, tecnologie 3d, giochi di ruolo, Bio-Plastik sino ad arrivare alla produzione editoriale open-source e all'animazione grafica stop-motion.
Più di 40 le mostre satellite che hanno animato le gallerie disseminate per i quartieri berlinesi, con un ampio ventaglio di proposte, da progetti di case sull'acqua (sul fiume Spree?), a vetrine personali.
Alcune etichette? A Trans Pavillon, Design Transfer, Peter Harvey, Timo Sally - Mikko Paakkanen-Teemu Suviala& Antti Hinkula con “Lovesick”, Turku Design Now! Group, Martin Holzapfel, Pork and Pine, Salon des meubles, Buahaus Live Workshop Kick Off, Ingo Maurer...
Sito web: http://dmy-berlin.com
