Strumenti personali
Accedi


Hai dimenticato la tua password?
Nuovo collaboratore?

Become a registered user!

And discover all the benefits of sharing resources, partecipate to projects, access documentation, be published and more.

For more information click here.

Rubriche e speciali

Invia eCard

ButtonCartolina.png

Separatore Orizzontale

Linguistica

AntoLinguistica.jpg

Separatore Orizzontale

Cioccolata a colazione

cioccolata.jpg

Separatore Orizzontale

Archivi

 Separatore Orizzontale

Riservato alla redazione

Centro di documentazione

Chi siamo

Per saperne di più, vai alle pagine

email: redazione@contesti.eu

La testata è realizzata con software opensource

Registrazione presso il Tribunale di Torino n. 36 del 17/06/2009
Direttore Responsabile Rosanna Caraci

 

Shangai World Expo 2010 – Il padiglione austriaco: una sperimentazione musicale

— archiviato sotto: , ,

Sperimentazione per la “concretezza” di forme liquide: questo il risultato della rivoluzionaria progettazione parametrica dello studio SPAN & Zeytinoglu nella realizzazione del Padiglione Austriaco all’Expo Shanghai

Shangai World Expo 2010 – Il padiglione austriaco: una sperimentazione musicale

Padiglione Austriaco - Expo Shanghai 2010

URBAN LIFE è il tema dell’indagine, sviluppata all’interno di Expo Shanghai 2010.

Vita urbana che si delinea attraverso mille forme e modi diversi di aggregazione, di scambio di informazioni e costituzione di nuclei sociali.

Imperativo: innovazione tecnologica e progettazione architettonica devono farsi interpreti delle esigenze dell’individuo che si muove all’interno di un territorio, eleggendolo a prima fonte di ispirazione e referente ultimo, in grado di giudicare il risultato di un’opera.

“Interazione”  e “dialogo”, le due parole chiave che disegnano una linea trasversale di congiungimento  tra  culture diverse, determinando un tavolo virtuale di confronto.

Biglietto da visita, per ogni paese partecipante, è la struttura che ne ospita le opere.
In vetrina alcuni tra i più importanti studi di architettura al mondo, che non mancano di stupire attraverso le proprie realizzazioni , sperimentazioni al limite delle leggi fisico-matematiche.

È mai possibile che tra i tanti stati, estesi territorialmente e altamente popolati, salti all’occhio l’opera di un così piccolo paese, come l’Austria? 

Avviciniamoci allora al Padiglione Austriaco.

Il progetto porta la firma degli architetti viennesi di SPAN (Matias del Campo & Sandra Manninger) & Zeytinoglu (Arkan Zeytinoglu), vincitori nel 2009 del relativo concorso di progettazione.

È proprio Matias del Campo a spiegare come la grande forza, che si nasconde dietro il progetto possa essere descritta semplicemente come tensione acustica: vera e propria musica.

In linea con questa affermazione sperimentiamo un particolare metodo di analisi : descrivere l’opera attraverso le categorie del grande R. Wagner, compositore/innovatore nel panorama della musica classica del ‘900, che, con gli architetti del progetto, ha in comune il fatto di affondare le proprie radici nella medesima cultura.

Armonia: il padiglione è una struttura biomorfa che si sviluppa su due piani.                    L’edificio, disegnato da geometrie curvilinee, che ne caratterizzano lo slancio ritmico,  pare evocare morfologie fossili ancestrali, disponibili in natura: semplici allo sguardo, complesse nella loro riproduzione fisico-matematica.

Cromatismo: il rivestimento consta di oltre 10milioni di piastrelle esagonali in porcellana, la cui colorazione sfuma gradualmente dal rosso al bianco, in onore della bandiera nazionale austriaca.

La scelta della porcellana non è causale, ma dedicata, da un lato all’antica tradizione di produzione ceramica esistente in Austria, e alle sue antiche origini cinesi dall’altro. Ricordiamo un precedente importante nella storia dell’architettura austriaca, come Hundertwasser (Hundertwasserhaus), per la maestria nel rivestire le pareti dei suoi edifici con ceramiche irregolari e colorate. Forse un’ inconsapevole citazione?

Contrappunto:la tessitura del progetto si ispira all’idea di continuità spaziale, data da superfici senza giunture e da armoniosi passaggi curvilinei tra i diversi spazi, che sembrano evolversi l’uno dall’altro, in una perfetta tensione senza soluzione.

Il gradiente cromatico scelto per la facciata contribuisce a sottolineare questa caratteristica dominante.

Orchestrazione: durante la fase di progettazione, SPAN & Zeytinoglu hanno lavorato esclusivamente in digitale, generando modelli che si sono rilevati strumenti essenziali   per il coordinamento tra architetti e imprese.  Interazione tra tecnologia e procedura di realizzazione: la struttura principale in acciaio è stata calcolata con un diagramma generato al computer ad intervallli di 60 centimetri. In cantiere al fine di garantire la conformità della realizzazione al progetto, è stato utilizzato un moderno scanner 3-d    per il controllo a campione di aderenza, al modello digitale.

Arkan Zeytinoglu, spiega che le relazioni spaziali volute all’interno del padiglione, esprimono equilibrio, caratteristica che ogni componente strutturale e spaziale, contribuisce a mantenere, nel doppio ruolo di elemento architettonico costruttivo e di definizione del significato degli spazi.

Tutto questo conduce direttamente al leit-motiv sottostante l’opera, in cui l’equilibrio è dato dall’unità di concetti, quali simbiosi e separazione tra città e campagna.        

Paesaggi astratti e spazi sensoriali generano un pulsante movimento, dallo spazio naturale a quello culturale urbano, condensato acusticamente.                                            

Vengono, pertanto, inseriti all’interno dello spazio espositivo elementi naturali, come neve e ghiaccio allo scopo di poter navigare tra  montagne innevate, boschi, fiumi e paesaggi urbani.


“Feel the Harmony”: è infatti il tema del padiglione,  cuore pulsante di un movimento ciclico, tra interno e esterno, rappresentato anche dalla sequenza curvilinea degli spazi interni che guida i visitatori lungo l’esposizione, sino all’uscita.

Un’architettura fluida che contrasta  la sua natura di fisica concretezza, incarnando la rappresentazione geometrica di particolari caratteristiche sonore, dove lo spazio, da semplice luogo è sublimato a momento esperienziale.                                             

I sensi potranno seguire il ritmo del progetto, amplificato dalle atmosfere create dalle installazioni dei video artist.
Gesamtkunstwerk dunque, in puro stile wagneriano?

L’opera è completata.