L'arte decorativa
L’arte decorativa (o "Art Déco" o "Stile 1925" o "Stile anni '20") viene formalizzata per la prima volta in Francia nel 1925 con l’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali di Parigi, dove le raffinatezze estetiche si concentrarono in particolar modo sugli accessori e l’ebanisteria, caratterizzati dall’uso di materiali quali alluminio, lacche, legni intarsiati e acciaio inox.
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Per circa un decennio questo fenomeno artistico condizionerà il gusto architettonico, con forme squadrate e geometriche, e le arti visive e la moda, con linee decorate ma anche spezzate e angolose. L’Art Déco può anche essere configurata come un’evoluzione dello Stile Liberty, che aprì la strada al moderno design architettonico, ma che differisce da questo soprattutto per le motivazioni: mentre il legame arte-industria per il Liberty vuol dire un’arte alla portata di tutti, cioè la bellezza che viene introdotta nella vita quotidiana delle persone semplici, per l’Art Déco fondamentale è la ricerca del lusso, destinato solo alla ricca borghesia.
L’arte decorativa come filone nasce ben prima dell’Expo del '25, ossia intorno al 1910 con lo stilista Paul Poiret, il quale dedicò tutta la vita alla ricerca di una forma estetica nuova nella moda, ma che si diffuse poi anche nell’arredamento, nella composizione dei gioielli, nella grafica pubblicitaria. Lo stile del '25 approderà solo intorno agli anni ’30 in America (di cui ricordiamo in particolare realizzazioni quali la Radio City Music Hall e il Chrysler Building di NY), ispirando il filone artistico dello Streamlining Modern, mentre in Italia se ne ravvisano tracce nel razionalismo fascista e gran parte dell’evoluzione artistica dei paesi coloniali è il risultato dell’esotismo dell’Art Déco.
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Quest’arte per lungo tempo è stata però considerata kitsch, poiché gli oggetti, diventando sempre di più prodotti di massa, perdevano il senso di lusso e di esclusività. Inoltre, il gusto estetico dell’arte stessa strideva con l’austerità artistica della Prima Guerra Mondiale e poi con quella della Seconda: fu infatti rivalutata solo più tardi, quando anche il termine Art Déco iniziò a diffondersi verso gli anni '60. Per quanto riguarda il design, l’arte decorativa spesso fu utilizzata per gli interni dei cinematografi o delle navi, per la sua opulenza, e negli anni '80 tornò in auge grazie alla grafica dei film noir ambientati negli anni '30 e alla pubblicità.
Partendo poi dal significato del termine decorazione, è possibile con un volo pindarico associare l’Art Déco intesa come ricerca estetica e d’identità di ogni oggetto o edificio al Wall Tattoo, nuova frontiera del decoro che arricchisce la superficie degli ambienti di gusto, significato e raffinatezza, rintracciando così, quasi per gioco e diletto, una linea di continuità tra storia e presente.
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(Fonte immagini: Golem)




