La scarpa: il mondo ai nostri piedi
Breve riflessione sull'uso della calzatura ai giorni nostri, in equilibrio tra necessità, sfizi e stranezze.
La scarpa così come la necessità di coprirsi, nasce dalla necessità di proteggere una parte di noi stessi dal clima e dagli agenti ostili dell’ambiente.
I nostri antenati cacciatori indossavano delle scarpe rudimentali per proteggere i piedi dal terreno, o scarpe più spesse per proteggersi dal freddo.
La funzione che ricopre ora il settore della calzatura non è più solo pratica; ciò che indossiamo ci identifica, ci rappresenta, è indice di uno status sociale e portavoce dei nostri gusti, culture, nazionalità.
Negli ultimi decenni, di paripasso con l’importanza acquisita dalla moda nelle culture occidentali, la scarpa è diventata l’accessorio più rappresentativo e importante nel nostro costume, mettendo addirittura in secondo piano il cappello; capo d’abbigliamento che per secoli ha detenuto un indiscusso valore simbolico.
Ciò che calziamo al mattino e che ci accompagna durante l’intero arco della giornata, è in grado di comunicare che ruolo ricopriamo all’interno della società, come vogliamo apparire, che tipo di lavoro facciamo, dove stiamo andando, quali sono le nostre priorità.
La donna elegante e indaffarata sceglierà con più probabilità uno stivale: comodo, facilmente abbinabile e sempre di moda,disponibile a qualunque prezzo e di svariate fatture.
Una donna ironica e creativa preferirà un paio di scarpe Camper, ovvero modelli classici accompagnati sempre da un particolare originale o eccentrico.
Ragazzi in infradito marrone di pelle:è quella categoria di giovani consapevole d’essere rientra in città ma che non vuole assolutamente rinunciare all’idea che sia ancora estate…
Gli stilisti di tutto il mondo hanno concentrato il loro potenziale creativo sulla creazione di calzature adatte ad ogni stereotipo di persona esistente, tant’è che oggi possiamo godere d’un panorama assai vasto e strano navigando in internet nei siti di settore o seguendo sfilate e pubblicità in televisione o nelle riviste.
Lo stilista giapponese Tetsuya Uenobe ha ideato “le scarpe a forma d’animale”, per dare l’opportunità di provare l’ebrezza d’indossare paperi e pinguini sentendosi davvero all’ultimo grido.
Alexander McQueen addirittura da alla luce le “scarpe armadillo”, dotate di ben 30 cm di tacco, scaturendo il rifiuto di alcune modelle di indossare tale creazione per salvaguardare la propria incolumità.
La Cina detiene il primato sadico della calzatura con un tipo di scarpe inverosimilmente strette, affinchè i piedi si plasmino seguendo canoni di bellezza orientali.
Secondi al sadismo della Cina sono solo i sandali privi di suola, anche perché apparentemente privi di motivazione a supporto della scelta.
Chi o cosa rappresentano, i sandali senza suola? Nuovi eroi? Uomini e donne al di sopra del dolore o a caccia spasmodica dell’originalità?
La scarpa ha senza dubbio superato la sua funzione originaria per rincorrere l’onda della moda e del design, ma l’importante è che qualunque accessorio indossiate , vi rappresenti a dovere.
Mai come oggi verrebbe da dire; “restate con i piedi per terra…”
