Le Serate Estensi di Modena
Si è concluso lo scorso sabato 28 giugno con il gran ballo in Piazza Grande, il diciottesimo ciclo delle Serate Estensi modenesi ricco di mostre, eventi e rievocazioni storiche.
Che si tratti di Cenerentola, di Aurora (la Bella Addormentata nel Bosco) o di Rossella O' Hara, eroina viziata e capricciosa del celebre romanzo, c'è un un solo punto che ha fatto e fa sognare milioni di giovani lettrici-spettatrici di tutto il mondo: il momento del gran ballo di corte, vissuto in modo sfarzoso nei palazzi principeschi. E' il momento in cui le tormentate vicende narrate pagina dopo pagina si concludono nell'agognato lieto fine con il trionfo del bene sul male. É con questo spirito che il Comune di Modena ha organizzato anche quest'anno la celebre kermesse delle "Serate Estensi", giunta alla sua diciottesima edizione. Dal 18 al 28 Giugno, infatti, le strade della città si sono vestite a festa, con una suggestiva rievocazione storica del periodo che va dal 1589 al 1859, anni in cui la capitale del Ducato venne spostata da Ferrara a Modena per volere della famiglia degli Estensi. Il tema portante di quest'ultima edizione è stato il costume, inteso come stile di vita dell'epoca, ma anche come oggetto di moda in fatto di abbigliamento. Nella società moderna, forse con un pizzico d'ipocrisia, si dice che "l'abito non fa il monaco", intendendo che la differenza più evidente tra le persone è dettata dal modo di pensare o di fare, non per come ci si agghinda.
In epoca rinascimentale l'abito era invece percepito come un vero e proprio "status symbol", capace di rivelare origini e abitudini di chi lo indossava e cambiando a seconda dell'occasione, del ceto sociale di appartenenza, della professione esercitata e anche a seconda del momento della giornata; il tutto, in maniera perfettamente trasversale, con un codice di regole non scritte ma rispettate sia dai ceti sociali più altolocati sia dal popolo.
A testimonianza del successo riscosso dalla capillare organizzazione di queste giornate a spasso nel tempo, c'è stata l'elevata affluenza di turisti italiani e stranieri che hanno potuto godere di tutte le mostre allestite in questi giorni nei palazzi della città, dal Teatro Pavarotti, palcoscenico per l'esposizione degli abiti della storica Sartoria Tirelli,con pezzi unici che hanno fatto la parte del leone anche in pellicole cinematografiche internazionali, passando per il Centro "La Rotonda", che ha riportato in primo piano gli antichi mestieri, offrendo al contempo un omaggio al mezzo di locomozione più usato dai modenesi dell'epoca: la bicicletta; una passione che a quanto pare non esita a scomparire dal dna autoctono nemmeno nei rumorosi giorni dell'età moderna.
Per quanto anche le manifestazioni sportive della tradizione cinquecentesca non si siano fatte attendere, fin dalle prime ore della diciottesima edizione delle serate a tema, tutti gli occhi erano puntati sulla serata di sabato 27, occasione del Gran Ballo dell'Ottocento. Piazza Grande si è trasformata nel Salone d'Onore, dove la locale Società di Danza ha curato, nei più piccoli dettagli, la realizzazione di una vera e propria magia,fatta di musica, sfarzo, abiti sontuosi con danzatori giunti appositamente da ogni parte d'Italia e non solo per muoversi cullati dalle note della prestigiosa Orchestra Sinfonica dell'Associazione MO-MUS (Modena Musica), diretta in modo impeccabile dal Maestro Stefano Seghedoni.
E come d'incanto, a mezzanotte il sogno è terminato.
