Fata Morgana (J. Strauss jr)
Modena, "Gran ballo Estense" 27 giugno 2008, Piazza del Duomo Orchestra Modena Musica diretta dal Maestro Stefano Seghedoni
La Fata Morgana è un miraggio in cui l'immagine muta velocemente forma. Una leggenda, diffusa nell'area dello Stretto che separa Sicilia e Calabria, narra che durante le invasioni barbariche, cielo e mare erano senza un alito di vento; e una leggera nebbiolina velava l'orizzonte.
I conquistatori, attraversata la penisola, giunsero a Reggio trovandosi a pochi chilometri un'isola - la Sicilia - sull'altra sponda. Dove sorgeva un gran monte fumante (l'Etna). Il Re barbaro si domandava come fare a raggiungerla, sebbene sprovvisto d'imbarcazioni. All'improvviso apparve una donna molto bella, che offrì l'isola al conquistatore, facendola apparire a due passi da lui. Guardando nell'acqua egli vedeva nitidi i monti, le spiagge, le vie di campagna e le navi nel porto come se potesse toccarli con le mani.
Esultando, balzò giù da cavallo e si gettò in acqua, sicuro di poter raggiungere l'isola con un paio di bracciate. Ma affogò miseramente. Tutto infatti era un miraggio, un gioco di luce della bella e sconosciuta donna, che altri non era se non la Fata Morgana. Il fenomeno si ripete ancora oggi nei giorni calmi e limpidi d'estate, nelle acque antistanti la costa calabrese. Qualcuno afferma di aver visto il fenomeno anche dalla costa siciliana dello Stretto, ma non vi sono fonti che lo dimostrino.
La fata Morgana, conosciuta anche con altre varianti, è una famosa strega della mitologia celtica e della leggenda. L'epiteto femminino "la fata" (tradotto dall'originale inglese "le fay", a sua volta adattato dal francese "la fée") indica la figura di Morgana come una creatura sovrannaturale. La caratteristica distintiva di questo effetto ottico è di riprodurre il soggetto "sospeso" dal suolo, come le apparizioni dell'omonimo personaggio mitologico. Analogo al miraggio, questo fenomeno se ne distingue per il fatto che nel caso della Fata Morgana, le immagini sono molto mutevoli e deformate, difficilmente riconoscibili. In pratica, la luce proveniente da un punto viene "spalmata" in verticale; cosicché gli oggetti in lontananza assumono le sembianze di torri, pinnacoli, obelischi; suggestioni create sul mare, con minuscole goccioline d'acqua rarefatta, come una lente di ingrandimento. O sul suolo, nelle sterminate campagne nella Maremma grossetana. In questo caso, gli spazi aperti privi di alberi vengono illuminati direttamente da una potente luce solare che, attraversando un'atmosfera particolarmente tersa, crea tale effetto.
Secondo la mitologia, Morgana è antagonista di Artù e nemica di Ginevra. Secondo quanto narra "Vita di Merlino" del XII secolo, è la più vecchia di nove sorelle che governano su Avalon. Geoffrey of Monmouth ne parla come di una guaritrice, mentre Chretien de Troyes la descrive intenta a curare Merlino ad Avalon. Tradizionalmente, Morgana era la figlia della madre di Artù, Lady Igraine, e del suo primo marito, Gorlois, duca di Cornovaglia; Artù era dunque suo fratellastro. Come donna celtica, Morgana ereditò parte della magia della Terra di sua madre. Secondo altre fonti, ella è invece infelicemente sposata con Re Urien di Gore, e Owain mab Urien è suo figlio. Sempre secondo la tradizione Morgana sarebbe l'allieva di Viviana, la Dama del Lago, Sacerdotessa Madre di Avalon, che avrebbe preso la piccola Morgana sotto la sua ala per educarla all'antica religione di Avalon al fine di farla succedere a sé come Sacerdotessa Madre. Anche Artù fu educato e iniziato all'antica religione, con il compito di unire le popolazioni dell'Inghilterra, fedeli di Avalon e quelle cattoliche. Durante l'iniziazione, Morgana si sarebbe unita ad Artù generando un figlio, Mordred, di cui Artù avrebbe ignorato l'esistenza, che più tardi avrebbe preteso il trono, passando per il malvagio Mordred. Originariamente questo ruolo pare fosse ricoperto da una delle sorelle. Diverse fonti descrivono anche Morgana come allieva di Merlino, e successivamente sua rivale.
