La marcia di Radetzky (J. Strauss)
Modena, "Gran ballo Estense" 27 giugno 2008, Piazza del Duomo Orchestra Modena Musica diretta dal Maestro Stefano Seghedoni
La Marcia di Radetzky è una marcia militare composta da Johann Strauss ed è tuttora il suo brano più famoso, composta in onore del maresciallo Radetzky per celebrarne il ritorno a Milano dopo le cinque giornate della capitale meneghina. La rivoluzione che scoppiò a Vienna il 13 marzo 1848 non fu l'unica minaccia che la monarchia asburgica dovette affrontare. Dopo una lunga serie di scontri militari, il 25 luglio 1848 l'ottantaduenne Comandante in Capo dell'esercito imperiale, Johann Joseph Wenzel, conte Radetzky Von Radetz (1766-1858), riuscì a guidare le truppe imperiali in una decisiva vittoria sulle forze piemontesi, presso la località di Custoza.
Dopo tale trionfo armato, l'esercito di Radetzky si ritirò a Milano, dove il Re Carlo Alberto dimostrò tutta la sua ostilità agli oppressori austriaci, prima di tornare in Piemonte. Il 6 agosto Radetzky entrò a Milano: tre giorni dopo Austria e Piemonte conclusero l'armistizio, obbligando i piemontesi a lasciare i territori occupati di Lombardia e Veneto. Così si arrivò alla fine della Prima Guerra d'Indipendenza italiana.
Ma a Vienna la rivoluzione imperversava ancora; e questo significativo evento militare venne accolto con gioia dai fedelissimi della monarchia asburgica. Fra loro, vi era anche l'intraprendente Friedrich Pelikan, (prima Funzionario Statale, poi proprietario del "Cafè-pavilion" a Vienna). Insieme a Carl Hirsch (esperto d'illuminazioni), Pelikan colse al volo la vittoria di Radetzky per organizzare, la sera del 31 agosto 1848, una celebrazione della vittoria, in onore dei coraggiosi soldati in Italia, e per beneficenza ai soldati feriti. I volantini, pubblicizzando l'evento, annunciavano che il direttore dei balli imperiali di corte, Johann Strauss, avrebbe diretto la musica con l'onore di svolgere, tra i vari brani musicali, anche una nuova marcia intitolata Radetzky-Marsch, composta appositamente. Tuttavia, secondo Philipp Fahrbach senior (1815-85), amico e collega musicista di Strauss, la marcia prevista per i festeggiamenti non era ancora stata creata. La "leggenda", che ammanta di mistero questa pagina di Storia, vuole però che grazie alle pressioni di Fahrbach, Strauss sia riuscito a comporre il nuovo lavoro in appena due ore.
Il successo fu evidente fin dall'inizio, al punto che il Wiener Allgemeine Theaterzeitzung, giornale dell'epoca, nell'edizione del 2 Settembre riportò a proposito dell'esecuzione questa nota di encomio: "Questa festa imponente, che ha avuto luogo nella Wasserglacis l'altro ieri, 31 agosto, è stata una delle più belle di quest'anno. In particolare la nuova Radetzky-Marsch di Strauss è stata molto ben accolta e su richiesta tempestosa ha dovuto essere ripetuta più volte". Non va infine dimenticato che proprio questo brano musicale chiude tradizionalmente il concerto di Capodanno che si tiene ogni anno a Vienna, al Musikverein. Immancabilmente, secondo la consuetudine, il pubblico presente in sala partecipa attivamente all'esecuzione battendo il tempo con le mani. La Marcia di Radetzky è anche il titolo di un libro di Joseph Roth del 1932.
