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Musicisti si nasce e si diventa

— archiviato sotto:

Canto e musica favoriscono la relazione profonda mamma-bambino, un canale diretto lungo il quale corre lo sviluppo armonico del piccolo. Che può così coltivare, fin dai primi mesi di vita, l’innata inclinazione verso l’arte delle sette note.

ascolta2okChe il piccolo dell'uomo possieda un naturale penchant per la musica è ormai assodato, lo sostengono da diversi anni gli specialisti della didattica musicale infantile. Che il talento musicale abbia una componente genetica, invece, è acquisizione più recente e nasce dalla scoperta dei geni della musica, da parte di un'équipe di scienziati dell'Università di Helsinki. Secondo lo studio di genetica molecolare coordinato da Irma Järvelä, e condotto su un gruppo di famiglie finlandesi (il popolo finlandese è notoriamente considerato uno dei più musicali d'Europa), in due regioni del DNA, sui cromosomi 4 e 18, alloggiano i caratteri capaci di abilitare il cervello umano all'interazione con i suoni. L'attitudine alla musica è dunque ampiamente scritta nel nostro DNA e se il genio di un Beethoven o di un Mozart farebbe pensare a una mutazione a carico dei cromosomi coinvolti, certo è che il senso musicale è ben radicato in ognuno di noi fin dagli albori dell'esistenza e metterlo in moto è questione di esercizio. Non solo. Una precoce educazione al mondo dei suoni - attraverso l'ascolto di brani musicali scelti e della voce della mamma che canta - stimola la crescita armonica del neonato e lo sviluppo delle sue qualità intellettive ed emotive, favorendo il rapporto madre-figlio e la naturale propensione alla vita di relazione.

Un, due, tre, quattro: impariamo ad ascoltare

Gli studiosi di neuropsicologia postnatale e i sostenitori del talento musicale innato - precisa Filippo Massara, musicoterapeuta e studioso di musica in età neonatale - sono concordi quando sostengono che soltanto con una precocissima e costante stimolazione sonora, il talento può svilupparsi e potenziarsi. Fin dai primi mesi di vita, infatti, l'ascolto della musica, e in modo particolare del canto materno (e paterno), stimola la capacità innata del piccolo, che risponde con suoni e gesti propri. Una dote che ha il suo preludio nella fase prenatale, in particolare dalla 25esima settimana di gestazione, epoca in cui il sistema uditivo del feto è praticamente formato e il piccolo è già in grado di memorizzare ciò che ascolta e di entrare in relazione con la mamma. Proporre brani e ritmi semplici, cantare una ninna-nanna, raccontare una fiaba o anche solo parlare al proprio piccolo modulando al meglio la propria voce è un ottimo esercizio da ripetere quotidianamente. Più vario e complesso sarà il repertorio musicale - assicura Massara - maggiore l'impatto sul sistema neurale del piccolo e più ampie le possibilità di apprendimento e arricchimento.

musica bambinoLe regole da seguire sono poche e semplici: l'educazione musicale deve svolgersi in modo libero e informale, senza costringere il bambino a battere le mani o a compiere movimenti corporei, sarà lui a produrre spontaneamente gesti in risposta alla stimolazione musicale. Il volume di ascolto, com'è facile intuire, non deve essere troppo alto e i brani brevi e variati, per assecondare la capacità di attenzione del piccolo, concentrata in piccoli spazi di tempo. Inizialmente il bimbo si limita ad assorbire gli stimoli sonori, spiega lo studioso. Successivamente - prosegue - se le stimolazioni vocale e musicale sono accompagnate dalla partecipazione attiva del genitore, l'ascolto diventa profondo, consentendo al bambino di incominciare a capire la musica: dalla semplice imitazione istintiva passerà a quella intenzionale, fino a immedesimarsi con la voce dell'adulto che canta. Insomma, se il cucciolo dell'uomo possiede una struttura neurocerebrale predisposta alla musica, questa attitudine è profondamente influenzata dalla qualità sonora dell'ambiente in cui vive. Un contesto famigliare musicalmente fertile, attivo e coinvolgente - dove i genitori cantano e ascoltano musica - amplia le possibilità attitudinali del piccolo e facilita il suo percorso di apprendimento.

Con indiscussi vantaggi. Oltre a formare potenziali musicisti - ricorda Massara - la musica stimola i modelli interni del cervello, favorendo i ragionamenti complessi e la percezione del mondo fisico. Inoltre influisce positivamente sulla maturazione neurologica, per cui i processi cognitivi si svolgono più rapidamente e l'apprendimento si stabilizza meglio. Dal punto di vista psicologico, invece, la musica modella il carattere del bambino - aggiunge - rendendolo equilibrato, indipendente, creativo, in armonia con se stesso e alla ricerca del continuo scambio con l'ambiente che lo circonda. L'essere umano, infatti, è fatto per la relazione e, come ha ben focalizzato con i propri studi Antonio Imbasciati - ordinario di Psicologia Clinica e direttore dell'Istituto di Psicologia della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Brescia - prima questa è avviata, maggiore è il nutrimento che il corpo ne riceve, soprattutto a livello neurocerebrale. Ed è questo, forse, l'aspetto più straordinario: la musica accende la relazione madre-figlio, la stessa relazione da cui scaturisce la crescita armonica del bambino, in un circolo virtuoso degli affetti dove l'attaccamento alla madre è la risposta del neonato agli stimoli ricevuti.

Dagli studi di Filippo Massara, musicoterapeuta e studioso di musica in età neonatale, coniugati alle competenze di Elena Zuccotto, direttrice dell'Associazione Musicale L'Albero della Musica di Milano e autrice di musiche pianistiche per bambini edite da Curci, nasce Il Bimbo Armonico. Si tratta di un percorso di educazione musicale in dieci incontri - di cui si è appena conclusa la prima edizione - ideato appositamente per mamme e neonati. L'idea - spiega Elena Zuccotto - è quella di gettare le basi per lo studio della musica vero e proprio, che sfocia nell'approccio allo strumento intorno ai 3-4 anni di età, in modo graduale e assolutamente naturale. Valorizzando al tempo stesso - precisa la pianista - le innumerevoli ricadute positive di un contatto così precoce con il mondo dei suoni. Con il supporto di Susanna Castelli, cantante ed esperta nell'educazione vocale in età prescolare, si tratta di un metodo divertente, che prevede il coinvolgimento della voce materna, attraverso canti e filastrocche originali, con ascolti musicali mirati e l'utilizzo di percussioni e strumenti etnici.

Copyright 2009, by the Contributing Authors. Cite/attribute Resource. cristiana. (2009, December 16). Musicisti si nasce e si diventa. Retrieved May 18, 2012, from conTESTI.eu Web site: http://www.contesti.eu/arte-design/musica/musicisti-si-nasce-e-si-diventa. This work is licensed under a Creative Commons License Creative Commons License