Strumenti personali

La prima puntata del documentario "Il Museo di Arti Decorative della Fondazione Accorsi".
Fai clic qui per il filmato full size
 

Separatore Orizzontale

 

Accedi


Hai dimenticato la tua password?
Nuovo collaboratore?

Become a registered user!

And discover all the benefits of sharing resources, partecipate to projects, access documentation, be published and more.

For more information click here.

Rubriche e speciali

Invia eCard

ButtonCartolina.png

Separatore Orizzontale

Linguistica

AntoLinguistica.jpg

Separatore Orizzontale

Cioccolata a colazione

cioccolata.jpg

Separatore Orizzontale

Archivi

 Separatore Orizzontale

Riservato alla redazione

Centro di documentazione

Chi siamo

Per saperne di più, vai alle pagine

email: redazione@contesti.eu

La testata è realizzata con software opensource

Registrazione presso il Tribunale di Torino n. 36 del 17/06/2009
Direttore Responsabile Rosanna Caraci

 

Pietro Accorsi: “il re degli antiquari, l'antiquario dei re”

La vita di Pietro Accorsi, il più grande antiquario italiano del Novecento, non è per niente “quasi da manuale” anzi, il suo percorso è senza alcun dubbio straordinario proprio per la sua peculiarità.

Pietro AccorsiRitratto breve

Originario di Torino e nato il 25 ottobre del 1891, Pietro Accorsi trascorse quasi sicuramente l'infanzia nell'edificio sobrio ed elegante di via Po, progettato nel seicento da Amedeo di Castellamonte e oggi adibito a museo-abitazione in suo onore.

Probabilmente figlio della portinaia dello stabile, Accorsi non poté contare su una giovinezza agiata infatti, non possedendo il capitale necessario per intraprendere la strada dell'antiquariato, all'inizio incominciò a collezionare oggetti d'arte solamente grazie a un prestito, che ottenne in forza delle sue doti già chiare e inequivocabili ad appena diciott'anni.

L'originalità della vita di Accorsi non può non suscitare curiosità: come poteva un ragazzo svantaggiato in partenza, crearsi opportunità formative tali da affermarsi come profondo conoscitore d'arte e fine esteta a livello nazionale e internazionale? Cosa ha potuto affascinare Accorsi tanto da spingerlo a collezionare rarità per una vita intera? Come è riuscito a carpire i trucchi del mestiere?

La BIblioteca di AccorsiPurtroppo, è possibile solo azzardare delle ipotesi: partendo dall'abitazione dell'infanzia elegantemente frequentata, è possibile che da piccolo Accorsi sia rimasto colpito da un particolare oggetto di proprietà di un inquilino dell'edificio e sia scoccata la fatidica scintilla oppure che un uomo facoltoso possa aver scorto in lui capacità, estro, dedizione e grandezza, finanziando volentieri “un cavallo di razza”. Al di là di mere speculazioni intellettuali che sfortunatamente non possono essere provate, è fuori di dubbio che l'Accorsi sia stato un uomo che oggi definiremmo un self made man e un imprenditore di successo: man mano che la sua fama cresceva e la reputazione di eccellente antiquario giungeva oltralpe, gli introiti derivanti del suo alacre lavoro venivano spesi, almeno in parte, per comprare il palazzo teatro dell'infanzia, luogo di ricordi e perchè no, anche segno inequivocabile di vittoria e rivincita sulle difficoltà.

Il Salone PiffettiUn altro aspetto interessante dell'Accorsi è la curiositas che lo avvicina ad un moderno Ulisse in continua ricerca del bello: bello che riesce a riconoscere e di cui ama circondarsi. L'intera vita quindi è stata spesa a cercare spasmodicamente importanti opere d'arte come il Polittico di Bianzè di Defendente Ferrari, esempio di ricomposizione di opere disperse sul mercato ma anche a contornarsi di pezzi gotici francesi, dipinti di Memling e Van der Wieden; nel 1935 Accorsi, appoggiato da Umberto di Savoia, acquistò la Collezione di Trivulzio Belgioioso di Milano, ma Mussolini gli ingiunse di non spostarla: in cambio, per la città di Torino riuscì a spuntare il Ritratto d'uomo di Antonello da Messina ora al Museo di Antichità di palazzo Madama e la seconda parte delle Tres belles heures del Duca di Berry, purtroppo andato perduto in un incendio.

Nel secondo dopoguerra, Accorsi riordinò l'arredamento del Quirinale durante il settennato di Luigi Einaudi e si concentrò nell'ambito dell'antiquariato internazionale. Nel 1982, alla sua morte, Accorsi decise di donare la sua collezione alla città di Torino e per sua volontà nel 1983 venne istituita la Fondazione Pietro Accorsi; nel 1999 è poi stato inaugurato l'omonimo museo sito proprio nel palazzo in via Po tanto caro all' Accorsi, che accoglie l'intera collezione dell'antiquario e ne rispecchia il gusto per il Settecento, di cui prediligeva in particolare i broccati, le decorazioni rococò e il rigore formale del neoclassicismo.

 

Gloria Esposito, 31/12/2009


Fonti delle immagini

Archivio fotografico della Fondazione Accorsi, per gentile concessione

Nota biografica

Arti decorative a Torino su www.alibionline.it

Copyright 2009, by the Contributing Authors. Cite/attribute Resource. gloria. (2009, December 30). Pietro Accorsi: “il re degli antiquari, l\'antiquario dei re”. Retrieved February 11, 2012, from conTESTI.eu Web site: http://www.contesti.eu/arte-design/pietro-accorsi-201cil-re-degli-antiquari-lantiquario-dei-re201d. This work is licensed under a Creative Commons License Creative Commons License