Le Rotazioni consonantiche
Nel 1814, il linguista danese Rask studia i mutamenti avvenuti in germanico e scopre le rotazioni consonantiche. Successivamente, nel 1822, il filologo tedesco Jacob Grimm formula una teoria che spiega in modo sistematico le corrispondenze tra determinate consonanti delle lingue germaniche e quelle, ad esempio, riscontrate in sanscrito, greco e latino.

La Legge di Grimm, o della I Rotazione consonantica1 (Erste Lautverschiebung), viene quindi codificata nella Deutsche Grammatik.
Esempio:
- ie. p, t, k > germ. f, Þ, h
- ie. bh, dh, gh > germ. b, d, g
- ie. b, d, g > germ. p. t. k
La causa di questo cambiamento non è nota, forse è stato causato dal sostrato celtico, finnico o retico-etrusco. Probabilmente, si è verificato in qualche momento dopo l'isolamento del germanico dai dialetti vicini della lingua di origine. Vi sono dei documenti runici dai quali si desume che la rotazione si è verificata attorno al 400/500 a.c. Spesso, si ipotizza che la modifica sia stata provocata dal contatto con una popolazione non germanica. Tale contatto potrebbe essere stato originato dalla migrazione delle tribù germaniche o, al contrario, dalla penetrazione di un popolo straniero in territorio germanico.
La I Rotazione consonantica è stata una reazione a catena in cui la prima serie a spostarsi probabilmente fu quella delle occlusive sorde (tenui), che diventarono fricative (aspirate). In questa serie di spostamenti, il vuoto lasciato dalle sorde è stato occupato dalle sonore, che sono diventate sorde. Di conseguenza, il posto lasciato dalle sonore è stato occupato dalle aspirate, che sono diventate, quindi, sonore, perdendo l'aspirazione.
Tuttavia, la Legge di Grimm non offre spiegazioni di certi tipi di esiti in disaccordo rispetto a quanto ci aspetteremmo della serie sorda ie. ‘p, t, k, kw, s' che, invece di dare in germanico fricative sorde, danno occlusive sonore.
A questo punto, interviene Karl Verner, che considera la situazione quando ancora vigeva l'accento ie. libero e il germanico non aveva ancora fissato l'accento radicale. Secondo la Legge di Verner:
Le consonanti sorde ie. ‘p, t, k, kw, s' si sonorizzano in germanico quando si trovano all'interno di parola e l'accento ie. non cada sulla sillaba immediatamente precedente l'occlusiva considerata.
In altre parole, se l'accento cadeva prima della consonante interessata dalla rotazione (΄ t-) allora essa ruotava secondo la Legge di Grimm. Ma, se cadeva dopo la consonante (-t΄), allora la modalità della rotazione era diversa:
Naturalmente, occorre considerare che la sorda doveva trovarsi - essendo all'interno di parola - in ambiente sonoro, intervocalico. La Legge di Verner è indipendente dalla I Rotazione consonantica.
Schematizzando:
ie. | germ. |
P | B |
T | D |
K | G |
Kw | Gw |
S | Z* |
II Rotazione consonantica
- germ. occlusiva sorda > ata. affricata, fricativa
- germ. fricativa sorda > ata. occlusiva sonora
- germ. occlusiva sonora > ata. occlusiva sorda
Note
(1) Pur se di portata minore, esistono altre rotazioni consonantiche, ad esempio quella che ha interessato l'armeno (Rotazione consonantica armena). Questa rotazione ha avuto caratteristiche innovative che hanno rivoluzionato l'intero sistema delle occlusive [es: lat. pater, gr. patēr, <> arm. hayr; gr. ant. artýs↔ arm. ard (ordine); gr. ant. dōron → arm. tur (dono); gr. ant. leíkhō ↔ arm. lizem ]
(2) Grimm definiva rispettivamente le sorde, aspirate e sonore come tenui, aspirate, medie.
(3) La zona settentrionale, o ingèvone, quella cioè cui appartengono l'anglosassone, il frisone antico e il sassone antico, non sono interessate dalla II Rotazione consonantica, bensì sono unite da una serie di isoglosse (cioè, linee che, su una carta geografica, delimitano un territorio che condivide un tratto linguistico comune). Es: germ. *fenf, *finf > ags. afris. asass. fīf > ingl. five, ol. viif, ma got. fimf, aat. fimf > ted. fünf, anord. fimm, "cinque"; il dittongo germ. *ai si monottonga ad es: germ. *ai > ags. ā, afris. asass. Ē; la vocale a > o davanti a nasale ad es: ags. mōnað > ingl. month.
