L'imperfetto di conato - seconda parte
Proseguiamo il nostro esame dell'imperfetto di conato con alcuni esempi commentati.
Esempi:
(1) Pourquoi dètournaias-tu mon funeste dessein? (Racine, 'Phèdre', cit. in Warnant, 1964, 661)
(2) Les pleurs qu'il retenait coulèrent un instant. (Vigny, 'La prison', cit. ib.)
(3) Ma che testa ho, cara. Dimenticavo di dirti che fra poco verrà qui il senatore Tassoni. (Il gattopardo, 315, cit. in Blücher, 1974, 226)
(4) Dimenticavo di dire che s'è inoltre preso anche due baionettate austriache... (Il Messaggero, 8-7-1967, cit. ib.)
(5) Sì, ve lo avevo detto io...ma mi dimenticavo un altro impegno. (Passaggio dell'Equatore, 73, cit. ib.)
(6) Una volta ha fatto una gran fiammata, e quasi mi prendevano fuoco i capelli. (Il cielo è rosso, 130, cit. ib.)
(7) Per poco non cascavo, bellezza. (La ragazza di Bube, 55, cit. ib.)
(8) Moi, je me noyais un beau jour dans la Tamise, tu , m'as tiré de l'eau. (V. Hugo, cit. in Weinrich, 1980, 142)
(9) Le dió un dolor tan fuerte que se moría; hoy está mejor. (Gili y Gaya, 1943, par. 124, cit. ib.)
(10) Mi ricordo bene Giovanni che stendeva la biancheria in una giornata di tramontana; ovviamente, dovette poi rinunciare. (Bertinetto, 1978)
(11) Giovanni cadeva già nel burrone quando gli ho steso la mano: sono arrivato appena in tempo. (ib.)
(12) Ah, già, dimenticavo di dirti che è venuto a cercarti Giovanni. (ib.)
(13) Rispondevo, ma nessun suono saliva alle mie labbra. (Pusch, 1981)
(14) Ego ad te ibam. (Paluto, Truc. 921, cit. in Ronconi, 1971, 242)
(15) Veniebatis in Africam. (Cic., Lig., 24, cit. ib., 227)
Commento agli esempi
Ad un primo, sommario esame degli esempi riguardanti l'imperfetto di conato balza agli occhi la varietà linguistica delle frasi: oltre all'italiano, sono presenti, infatti, anche il latino, il francese e lo spagnolo.
Indubbiamente, l'imperfetto di conato è in qualche maniera problematico e, in alcuni casi, di difficile decifrazione, tant'è che il Van der Heyde lo considera con quello di modestia:
(14) Ego ad te ibam.
è una frase che si presta ad una duplice interpretazione, sia di modestia sia di conato. Se la interpretiamo come conativa, dobbiamo tener presente quello che dice Wheeler (Amer. Jour. Phil., XXIV, 1903, 174), quando parla di azione interrotta o del passato immediato; vale a dire che la frase bisogna immaginarla nel momento in cui viene detta: venivo da te (ma ecco che ti trovo e mi fermo qui).
vo, esso non ammette il raggiungimento dello stadio finale dell'azione. Ragion per cui, questa frase non potrà più essere interpretata come conativa, in quanto, pur se interrotta, ha raggiunto una fine. Resta, allora, un'interpretazione di modestia, se pensiamo alla frase come al corrispettivo della domanda Dove andavi? esaminata nel paragrafo precedente. Altro esempio tratto dal latino è:
che Ronconi traduce con Cercavate di venire in Africa, presentandolo come imperfetto di conato. Ma, senza un contesto che ci dia qualche spiraglio, è difficile catalogarlo come tale.
Tra le altre frasi chiaramente conative, la seguente:
(9) Le dió un dolor tan fuerte que se moría; hoy está mejor.
e non solo per la presenza della precisazione hoy está mejor, ma anche, e soprattutto, considerando se moría come era sul punto di morire.
Interessante è l'esempio (11), che si può intepretare come conativo, e senza dubbio lo è, se consideriamo che, in effetti, Giovanni non ha portato a termine l'atto di cadere nel burrone. Ma una interpretazione forse ancora più appropriata sarebbe quella di imperfetto imminenziale, vista la presenza dell'avverbio già. Se poi sostituiamo stava + gerundio a cadeva il valore imminenziale non cambia affatto, anzi si può dire che qui l'uso dell'imperfetto o della perifrasi sia indifferente.
Questo succede, naturalmente, se diamo alla frase un contesto reale, cioè se immaginiamo che il locutore stia riportando un fatto a lui accaduto e che ha materialmente vissuto. Le cose cambiano se, invece, il locutore sta ricostruendo un sogno, chè si tratterebbe, allora di imperfetto onirico.
Dei motivi che inducono Blücher a rifiutare l'etichetta di imperfetto di conato per gli esempi (3), (4) e (5) - così come rifiuterebbe il (12) citato da Bertinetto - si è trattato ampiamente nei rimandi ai testi acclusi a questo breve lavoro. Basterà qui ricordare che Blücher sostiene la commutabilità dell'imperfetto con il passato remoto ed il passato prossimo, cosa che può funzionare benissimo in alcuni casi, ma - come al solito - non in tutti. Proviamo, infatti, ad esaminare l'esempio seguente:
(4) Dimenticavo di dire che s'è inoltre preso anche due baionettate austriache...
Si immagina che sia una frase presa da un discorso, mentre un locutore racconta un episodio, quindi, l'uso dell'imperfetto in quanto tempo che, sintatticamente, ha la sola funzione di immaginare come passata l'azione presente, è perfettamente giustificato. Senza contare che potremmo considerarlo come ero sul punto di dimenticare, che da solo basterebbe a giustificare un imperfetto di conato. Se si basa la propria analisi solo su questi ultimi, difficilmente si riuscirà ad ammettere l'esistenza di una modalità, e basta vedere le indagini condotte da Blücher sull'imperfetto di conato per rendersene conto.
Bibliografia
Bertinetto P. M., 1978, Tempo e aspetto nel verbo italiano. Il sistema dell'indicativo, Dispense del corso di Storia della Lingua Italiana.
Blücher K., 1974, Studio sulle forme 'ho cantato', 'cantai', 'cantavo', 'stavo cantando'. Struttura, funzione e uso nel sistema verbale dell'italiano moderno, Bergen, Oslo.
Le Bidois G. e R., 1935, Sintaxe du français moderne, Paris.Wheeler, 1903, American Journal of Philology, XXIV, 174. Legenda PP = Passato prossimoPR = Passato remoto
