Alla scoperta di 'Diamo una Mano': il movimento no profit nel reparto di Oncologia pediatrica al I Policlinico di Napoli
“Diamo una Mano” è un movimento composto da persone “diverse per estrazione sociale, credo religioso, appartenenza politica, sesso, età, accomunati da un'idea semplicissima: dare una mano a qualcuno in difficoltà”. Nasce più di sei anni fa nel reparto di Oncologia Pedriatrica del Primo Policlinico di Napoli.
Seguo in ospedale Francesca, mia amica e volontaria di Diamo una Mano. Ho un po’ paura: non ci so fare con i bambini e penso che potrei combinare qualche disastro; inoltre ho il terrore che una battuta fuori posto, un come stai detto troppo allegramente possa ferire inavvertitamente questi bambini che soffrono anche da mesi nel reparto di Oncologia Pediatrica. Preoccupata di me e del dolore altrui faccio di tutto per nascondere il groppo in gola che mi attanaglia mentre saliamo a piedi (l’ascensore è guasto perché è mancata la corrente). Mi sento leggermente a disagio, ma poi guardo Francesca e cerco di farmi forza attraverso il suo coraggio e la sua straordinaria dedizione a questi ragazzini.
Sul terrazzino dell’ospedale tutto dipinto di mille colori dai piccoli, è prevista una bella festa organizzata da Diamo una Mano per i bambini e per i loro parenti che li accudiscono. Arriviamo al piano del reparto e incontriamo Emanuele, il fondatore del gruppo, scuro in volto, che ci racconta di un momento (fortunatamente passeggero) difficile di un piccolo ricoverato. Nessuno se l’aspettava, aveva giocato con i volontari appena qualche giorno fa. Festa rimandata: bisogna avvisare tutte le famiglie invitate e fare i conti con le proprie paure. Francesca, temendo il peggio, ha negli occhi una sorta di sconfitta come anche Emanuele: non si può vincere sempre, a volte bisogna saper perdere. Ma non si sconfortano e riprendono poco dopo la loro personalisissima battaglia.
Decidono cosi di tirarsi su e continuare il loro lavoro- passione: gonfiano i palloncini e vanno a rallegrare gli altri ragazzini scherzando e prendendoli in giro. Tutto ad un tratto mi accorgo di sentirmi totalmente presa dal gioco e dall’atmosfera spensierata (come è possibile in un reparto di oncologia?!) e mi sciolgo: non c’è niente di difficile! I bambini sono tutti uguali e belli, la malattia diventa in un secondo invisibile, penso. Mentre sbircio nella stanza di fronte e guardo estasiata una bambina bionda e incredibilmente bella di pochi mesi, i volontari mi accompagnano a vedere la sala giochi: sala che loro hanno interamente arredato e riempito di giochi. Sono riusciti attraverso una colletta anche a comprare una Wii mentre qualche giorno fa un donatore, Luigi, ha regalato al reparto di Pediatria 1198 giocattoli; infatti, nella bacheca del gruppo Facebook di Diamo una Mano si può leggere: riempiti i reparti pediatrici di oncologia, diabetologia, talassemia ed ematologia. Grazie a Luigi che collegandosi al sito web di D1M ha creduto in noi e ci ha donato 1200 giocattoli.
Ecco questo vuol dire il motto di Diamo una Mano 'fatti e non solo parole': ognuno può dare in base alle proprie possibilità. C’è chi dona oggetti utili alle famiglie o giocattoli; ci sono i volontari che fanno i turni per far divertire i bambini e lasciare riposare per qualche ora i famigliari; c’è chi contribuisce alle collette. Ognuno come può, con fatti concreti. La motivazione per cui si fa importa poco: l’importante è che lo si faccia con il cuore e con genuina dedizione.
Grazie davvero, dunque, a Diamo una Mano che mi ha permesso di condividere un giorno di straordinaria quotidianità.
Per seguire tutte le attività che i volontari svolgono e contribuire ai progetti che portano avanti questo è il sito di riferimento mentre il gruppo Facebook è Diamounamano Napoli.
Gloria Esposito, 06/08/2010

Motoraduno
A presto
Teresa Gentile