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Documenti: per gli stranieri una corsa ad ostacoli

— archiviato sotto:

Il racconto di una vera e propria Odissea per aiutare una ragazza cinese ad ottenere la tessera sanitaria, codice fiscale, iscrizione al centro per l'impiego ed altri documenti fondamentali per essere 'regolari' nel nostro Paese.

Questa è la storia di Tony, l'”Amico dei Cinesi”, che ha vissuto una vera e propria Odissea (o il Milione?) per aiutare una ragazza del Regno di Mezzo ad ottenere la tessera sanitaria,codice fiscale, iscrizione al centro per l'impiego. Queste le tappe.

Agenzia delle Entrate: avere il codice fiscale è stato relativamente semplice, seguendo un percorso corretto indicato telefonicamente, solo da una delle tre agenzie di Torino contattate, quella di corso Bolzano. Le altre non hanno risposto.

Centro per l’impiego: non è stato possibile effettuare l’iscrizione senza il permesso di soggiorno.

Tessera sanitaria: in Italia la legge garantisce Assistenza sanitaria agli stranieri esattamente come agli italiani, anche a quelli clandestini.

Oltre agli stranieri in regola e a quelli clandestini, , esistono quelli in attesa del permesso di soggiorno, che, conclusa la pratica di presentazione della richiesta del permesso stesso, attendono il documento, il famoso badge.

A Tony, consigliano telefonicamente di rivolgersi ad una ASL di zona presso la quale chiedere informazioni riguardo la tessera STP, che in questo caso sembrava la soluzione più corretta.

Coda di rito allo sportello. Tony mostra all’operatrice la dichiarazione d' accoglienza, il codice fiscale, la copia del passaporto della richiedente, la copia del proprio documento e la delega per svolgere le pratiche. A questo punto, viene quasi aggredito verbalmente perché secondo l'operatrice, i documenti non erano validi e la persona richiedente doveva essere presente, in quanto non era possibile accertarne l'esistenza sul territorio italiano.

Gli viene consigliato di richiedere la tessera sanitaria e non la tessera STP, mentre gli viene lasciato un foglio con indirizzo, orari e mappa della zona di un’altra ASL.

Il giorno seguente, Tony si presenta dove gli era stato detto e affronta un'altra coda estenuante.

Dopo controllo accurato della documentazione, l’operatrice dice che la richiesta del permesso di soggiorno, ossia su copia della ricevuta dell’assicurata, spedita tramite Poste italiane, era troppo vecchia, quindi scaduta e doveva essere vidimata dal Commissariato di zona o dalla Questura.

Al Commissariato, molto perplessi consigliano di rivolgersi all’Ufficio stranieri di corso Verona dove Tony sopporta altre tre ore di attesa prima di arrivare dall'impiegata.

Dopo aver spiegato per l'ennesima volta il problema, allo sportello gli dicono che la richiesta dell’ASL è assurda, perché quella ricevuta non ha scadenza, ma ce l'ha solo il permesso di soggiorno, come tutti i documenti. Gli viene detto di tornare all’ASL e ritentare con la richiesta della tessera sanitaria, consigliando anche di ripresentarsi con la ragazza cinese e i documenti, per fare una verifica sul ritardo.

Il giorno seguente, di primo mattino, si ripresenta all'ASL, gli ripropongono la stessa domanda, ma Tony è fiero di poter avvalorare la sua tesi sostenendo che l’Ufficio immigrazione proponeva ciò che lui stesso aveva già detto loro il giorno prima. Dall'ASL però non vogliono sentir ragioni. L'unica è la loro. Risposta medesima, in perfetta copia (sarà perchè cinese) senza ottenere nulla! Grazie al Ministero per la non sempre cordiale SEMPLIFICAZIONE.