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Il culto di Satana

Satanismo, occultismo, esoterismo, messe nere, sacrifici .…. spesso si pensa che si tratti dello stesso fenomeno, in realtà quella del Satanismo è una realtà a sé, ben definita e distinta dalle altre.

Il culto di Satana

(Fonte immagine: www.robertolapaglia.org)

Satanismo, occultismo, esoterismo, messe nere, sacrifici .…. spesso si pensa che si tratti dello stesso fenomeno, in realtà quella del Satanismo è una realtà a sé, ben definita e distinta dalle altre.

Nella speranza di fare maggiore chiarezza sull’argomento, abbiamo rivolto alcune domande al dott. Fabrizio Russo, psicologo, docente di Psicologia Investigativa presso la Fondazione dell’Università Popolare di Torino, che ha studiato a fondo l’argomento (dando anche il suo contributo sulle “Bestie di Satana” nella redazione del testo di Angelo Zappalà, “Omicidi rituali”, in uscita nell’autunno 2010).

1) Esiste una definizione "scientifica" del fenomeno del satanismo?

Diciamo che esiste una definizione “religiosa” di satanismo, quella data da Massimo Introvigne, sociologo, Direttore del Centro Studi Nuovi Movimenti Religiosi di Torino, uno dei massimi esperti del fenomeno, che definisce il satanismo come l’adorazione o la venerazione, da parte di gruppi organizzati in forma di movimento, tramite pratiche ripetute di tipo culturale o liturgico, del personaggio chiamato Satana o Diavolo nella Bibbia. Il satanismo, tuttavia, può essere praticato anche da gruppi non organizzati o da singoli individui, in quello che viene definito satanismo “acido” che utilizza Satana come pretesto per dare sfogo ad intime perversioni. Questo satanismo, quindi, perdendo ogni connotazione religiosa, può essere utilizzato da alcuni individui per compiere eccessi e depravazioni. Il satanismo “acido” è considerato  da molti psicologi e criminologi che si occupano del fenomeno, la forma più insidiosa e pericolosa di satanismo.

2) È possibile stilare un profilo psicologico tipico del "satanista"?

Dawn Perlmutter, direttrice dell’Institute for the Research of Organized and Ritual Violence della Pennsylvania, dopo aver esaminato proposte di classificazione provenienti da una varietà di fonti differenti, è arrivata ad individuare quattro categorie generali di satanismo: da un lato, satanisti religiosi/organizzati e satanisti tradizionali/intergenerazionali, categorie alle quali appartengono, generalmente, i satanisti “religiosi” che venerano Satana per ottenere potere, fortuna e denaro. Dall’altro lato i satanisti sedicenti tali e i satanisti della subcultura giovanile, a cui appartengono, generalmente, i satanisti “non religiosi” che utilizzano Satana come pretesto per ottenere potere, fortuna e denaro sulle altre persone (solitamente i nuovi adepti). Dal punto di vista psicologico possiamo affermare, quindi, che l’incessante ricerca del potere sull’altro è la costante che accumuna diversi tipi di satanisti.

3) Esistono dei soggetti per i quali il rischio di essere coinvolto da questo fenomeno è maggiore?

Si, esistono dei soggetti a rischio, generalmente sono le persone che sole e smarrite, oppure in cerca di sicurezza e potere personale, iniziano ad avvicinarsi al mondo dell’occulto e del satanismo. Douglas, Burgess, Burgess e Ressler, nel loro Crime Classification Manual, il Manuale di investigazione dei crimini violenti dell’FBI, nella sezione dedicata agli omicidio per culto, avvertono che la maggior parte dei delitti che possono avvenire all’interno di un gruppo religioso hanno come vittime delle persone che fanno parte della setta stessa, o che aspirano ad entrarvi. Per questi criminologi, infatti, sono poche, le vittime estranee al movimento.

4) Ci sono dei rituali tipici/costanti o sono vari e diversi a seconda dell'"inventiva" dei soggetti coinvolti? Oppure esiste un codice o un testo di riferimento?

Il testo di riferimento di diversi satanisti è sicuramente “La Bibbia Satanica”, scritta da Anton Szandor LaVey, che nel 1966 fondò la Chiesa di Satana californiana. Di questo libro, che contiene riti e rituali tipici del satanismo “religioso”, sono state vendute più di un milione di copie, ampiamente distribuite anche in Italia, oltre che in tutto il mondo. I rituali e i sistemi di credenze dei satanisti meno organizzati, invece, sono il frutto della combinazione di svariate tradizioni esoteriche oppure di cerimonie completamente inventate da loro stessi; gli appartenenti ai gruppuscoli del satanismo giovanile, infine, possono derivare i loro rituali da libri fantasy, fumetti e film horror.

5) Ci sono differenze significative nella diffusione geografica in Italia tra nord, centro e sud?

Secondo il rapporto del 1998 redatto dal Ministero dell’Interno su “Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia”, le persone aderenti ai “Nuovi movimenti magici e religiosi” sono in tutto 83.100, distribuiti geograficamente in tutta Italia. Gli appartenenti ai “Nuovi movimenti magici”, riuniti in 76 gruppi organizzati, sono 78.500, numericamente inferiori sono le persone aderenti ai “Nuovi movimenti magici”, riuniti in 61 gruppi, per un totale di 4.600 persone. Tra queste persone, quelle aderenti alle sette satanico-luciferiane, riunite in 9 gruppi, sono appena 200, distribuite nel nord e nel centro Italia. Questa panoramica, comunque, prende in considerazione i gruppi di satanisti organizzati composti da adulti, movimenti che sono discretamente sorvegliati dalle Forze dell’Ordine, che dispongono di informazioni attendibili sul loro conto. Molto più difficile è quantificare e collocare geograficamente gli appartenenti dei gruppuscoli del satanismo giovanile o del satanismo “fai da te”, i quali vengono scoperti solamente in occasione dei crimini che commettono.

6) Ci sono legami tra satanismo e pedofilia?

In effetti, alcuni individui utilizzano il satanismo per compiere pratiche sessuali estreme, sadiche o atti di pedofilia sui minori. Queste pratiche, però, sono legate al satanismo “acido”, dove il culto del Diavolo è solamente un pretesto per compiere azioni che altrimenti non si avrebbe la possibilità di compiere, così da sfogare la propria rabbia e violenza su vittime inermi.

7) Come si diventa adepto? Esistono specifici riti di passaggio o prove da superare?

Ironia della sorte, per entrare in alcune delle più importanti sette sataniche conosciute a livello internazionale, quelle che fanno maggiormente riferimento al satanismo “religioso”, basta mandare loro una lettera o una e-mail e seguire le istruzioni fornite dalla segreteria del movimento, come compilare la domanda d’iscrizione, firmarla, pagare il bollettino postale, comprare i libri che hanno pubblicato, ecc. Altri gruppi legati al satanismo “religioso” venerano il Demonio con riti e rituali che non vengono divulgati all’esterno del gruppo, così come non vengono messi a conoscenza degli estranei i riti per diventare membri della loro congrega. I componenti che formano i gruppi del satanismo “acido”, invece, non sono veri e propri adepti, ma partecipanti a quello che per loro rappresenta un vero e proprio momento d’evasione, al quale partecipano in maniera estemporanea.

8) Una volta coinvolti, è possibile uscirne? Esistono dei servizi di aiuto simili ai centri che aiutano in caso di dipendenze?

Uscire da una setta sia essa un “Nuovo movimento religioso” o un “Nuovo movimento magico” si può, anche se questo è ostacolato sia dagli appartenenti stessi della congrega sia dalla dipendenza psicologica che la persona può nutrire nei confronti delle persone che lo hanno accolto nel gruppo, soprattutto se questo è avvenuto in un momento di fragilità personale dell’individuo. Proprio per questo dal 1992, la Comunità Papa Giovanni XXIII, ha istituito un numero verde (800228866) per dare aiuto e sostegno alle persone che vogliono uscire dalle sette. Dal 2006, poi, alcuni componenti di questa comunità, collaborano con la S.A.S., la Squadra Anti Sette della Polizia di Stato.

9) Ci sono dei luoghi in Torino, o in Piemonte, particolarmente utilizzati per incontri e rituali satanici?

Sembra che Torino sia rispettivamente uno dei tre vertici del triangolo della magia nera con Londra e San Francisco e della magia bianca con Praga e Lione. Al di là delle superstizioni, delle credenze e delle voci che parlano di riti e rituali celebrati in cimiteri, case abbandonate e/o chiese sconsacrate di Torino e provincia, non sono a conoscenza di luoghi d’incontro che gli appartenenti ai gruppi che praticano il satanismo “religioso” utilizzano per mettere in atto i loro rituali. Gli appartenenti al satanismo “acido”, invece, non avendo una dottrina ritualizzata, non hanno luoghi prestabiliti in cui riunirsi per venerare il Demonio, possono incontrarsi per passare il tempo in luoghi di volta in volta differenti, utilizzando droghe, o praticando sesso estremo, o compiendo atti vandalici contro edifici di culto e/o cimiteri, o per utilizzare la violenza verbale e/o fisica sia verso gli animali sia verso le persone (soprattutto appartenenti alla gruppo), ed è proprio a seguito di tali incontri che la violenza può degenerare nell’omicidio.

10) Quali testi consigli per chi volesse approfondire l’argomento?

Sicuramente quello scritto da Massimo Introvigne, “Che cos’è il Satanismo”, ma anche “Delitti rituali” e il prossimo “Omicidi rituali” di Angelo Zappalà.