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La Cina non è vicina, ma si sta avvicinando!

— archiviato sotto:

Le due associazioni cinesi con sede a Torino hanno voluto festeggiare il Capodanno cinese, datato 3 febbraio, inaugurando l'anno del Coniglio nel migliore dei modi.

di Massimo Fortin

Posticipando l'evento, le due associazioni cinesi con sede a Torino, hanno voluto festeggiare il Capodanno, datato 3 febbraio, inaugurando l'anno del Coniglio nel migliore dei modi.

L' “Associazione Immigrati in Piemonte” ha scelto il Teatro Colosseo , dove ha invitato le più alte autorità del Consolato di Milano, nel decimo anniversario della fondazione della stessa. Erano presenti le rappresentanze delle Istituzioni piemontesi, curiosa e 'democratica' quella di Giuseppe Lonero della Destra di Storace, in un “covo di comunisti', come direbbe qualcuno...

Suggestivo il gruppo di ballo di ragazze adolescenti già presenti alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 e alla Fiera internazionale di Shanghai del 2010.

Affascinanti i suoni delle arpe rigorosamente orientali, in posizione orizzontale. Numeroso il pubblico, eterogeneo, con molte presenze occidentali. Lo sponsor Banca Intesa San Paolo, era presente in entrambe le feste con lo stesso impegno e... identico discorso.

L'Associazione Cinese e Italo-Cinese di Torino ha scelto il Palatorino come sede per l'evento, accogliendo un variegato pubblico, tra cui il viceconsole e alcune rappresentanze di Enti locali e pubblici, tra cui l'On. Piero Fassino già Ministro per il Commercio estero nel governo Prodi. Il gruppo di ballo Jin Fen di Pechino è stato ospitato a Torino direttamente dall'Ambasciata di Roma; elegante e sinuoso si alternava ad assoli di pianoforte di una giovane artista cinese.

Michele, organizzatore della Festa al Colosseo, alla domanda sulle difficoltà incontrate negli anni, risponde che senz'altro l'impatto con la lingua italiana è stato complesso, per non parlare di usi e costumi. Non hanno sogni particolari, mettendo in primo piano soltanto la voglia di lavorare, e al futuro Sindaco di Torino, chiedono maggiore considerazione e rispetto per gli ormai numerosi connazionali.

Pressoché identiche le risposte di Zuàn, presidente dell'Associazione Cinese presente al Palatorino che, alla richiesta di unificare i due gruppi,  ha risposto che, seppur composte dall'ottanta per cento di persone dello Zhejiang, 'quando si è sotto il palco si è tutti uguali, ma sopra...' anche perchè questi ultimi rivendicano di essere a Torino già dagli anni ottanta.

Il piatto forte in entrambe le feste è stata l'estrazione dei biglietti della lotteria, con premi che andavano da quelli in migliaia di euro, rigorosamente contenenti il numero 8, portafortuna, ad alcuni oggetti oltre a viaggi aerei, confezioni di vino, navigatori satellitari...

Mentre al Colosseo avveniva una traduzione perfetta dalla lingua di Han all'italiano, al Palatorino no. All'entusiasmo della collega cinese che mi diceva 'arriva la televisione!' mi affannavo cercando le telecamere dell'emittente che fino ad allora, né lì né al Colosseo avevo visto. Ho poi però capito che lei in realtà parlava dell'elettrodomestico! Chissà quanti di coloro che studiano il cinese avrebbero colto la differenza tra diànshìtai, che significa troupe televisiva, e diànshì, televisore. Forse un'integrazione ed una frequentazione reciproca più assidua non ci farebbe male.