La negazione dello stalking
Come il caso della ragazza violentata per anni a Taurianova di San Martino è stato percepito dai suoi concittadini. La voce ai blog, dove gli abitanti del paese calabrese sembrano mettere in dubbio le persecuzioni ai danni della giovane.
Io abito a Taurianova e conosco molte persone di San Martino e posso assicurare che è tutta brava gente e che se avessero saputo una cosa del genere sarebbero stati i primi ad affiancare quella ragazza… Se così non è stato vuol dire che tutto ciò non è vero….
È una delle numerose prese di posizione apparse sui blog firmate dagli abitanti di San Martino di Taurianova dopo la notizia pubblicata qualche giorno fa sulle persecuzioni vissute per anni da una ragazza del paese ad opera di un gruppo di concittadini. Il motivo di questi soprusi? La giovane sarebbe stata colpevole di aver denunciato dodici persone, tutti braccianti e operai di San Martino, che per ben 3 anni, in età adolescenziale, l’avevano violentata. La fine di questo calvario era arrivata con la denuncia ai Carabinieri, ma da quel momento sono cominciate le minacce psicologiche, che hanno costretto la giovane a vivere gli ultimi 8 anni della sua vita nell’ansia, nella paura e in una sorta di isolamento forzato, con conseguenze devastanti per la sua mente, la sua stabilità emotiva e psicologica e il suo fisico, visto che ora è a rischio obesità. La cosa più grave è che tutto il paese sembra che fosse a conoscenza di questa situazione ma nessuno in questi anni si è mai mosso per aiutare la ragazza.
Ne è convinto il capitano Raffaele Rivola, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Taurianova:
A San Martino tutti sapevano delle violenze subite dalla giovane e delle vessazioni che non erano mai finite. Ma continuavano a far finta di niente e a lasciarla sola, con la sua paura e le terribili ansie.
È però ancora più preoccupante il tenore dei commenti che corrono su Internet, nei diversi blog dove è apparsa la notizia. Fa rabbrividire la negazione del tragico fatto da parte di alcuni abitanti o il classico atteggiamento di omertà e di silenzio, che si cela dietro alla scusa di non aver mai saputo niente di questo fattaccio.
Fortunatamente giornali, tivù e radio hanno dato risonanza alla notizia, anche se forse avrebbe meritato maggiore attenzione. Ma gli abitanti di San Martino si dicono scandalizzati dal modo di presentare il fatto da parte dei media, colpevoli di aver additato l’intero paese come discriminatorio nei confronti della ragazza.
Sono un cittadino di San Martino e in quanto tale mi sento chiamato in causa – si arrabbia una persona su di un blog - Non posso accettare che si parli in questo modo di un paese così calmo e tranquillo, non posso accettare che si giudichi i cittadini di questo paese facendo di tutta l’erba un fascio.
Peccato che non si rendano conto che la semplificazione è pratica comune nel giornalismo, come fa notare un’altra persona nello stesso blog:
Generalizzare rende meno colpevoli i veri colpevoli, ma per quanto mi dia fastidio, da siciliano, so bene, che non tutti i siciliani sono mafiosi, come spesso per semplificare i media, soprattutto stranieri, scrivono.
C’è chi se la prende con il comandante, reo di aver fatto certe dichiarazioni ai media, e qualcuno instilla nella discussione il dubbio che le sue parole siano state volutamente travisate e poi amplificate; c’è chi pretende le scuse da parte dei giornalisti e chi dice di non aver mai sentito parlare in tutti questi anni delle violenze subite dalla ragazza. Conoscendo le piccole realtà locali, come nel caso di San Martino, paese di sole 2.000 anime, è risaputo che le voci corrono veloci e più o meno tutti conoscono i fatti degli altri, soprattutto se scabrosi. Parole, quindi, che fanno davvero male e feriscono ancora di più la vita di questa povera vittima, già privata della serenità e della spensieratezza nel periodo della sua giovinezza.
Fortunatamente, nei blog non si trovano solo i commenti degli abitanti di San Martino. C’è chi infatti ha il coraggio di muovere un appunto a tutti coloro che difendono a spada tratta i loro compaesani:
Il paese si è mai mobilitato in massa contro questo episodio di gravissima violenza? Ci sono mai state dimostrazioni di piazza contro queste bestie? Il paese ha mai fatto quadrato intorno alla ragazza?.
I commenti di chi vive nel resto d’Italia sono di tutt’altro tenore rispetto a quelli dei cittadini di San Martino:
Mi fanno imbestialire queste situazioni in cui la gente difende i criminali anziché le persone per bene e le vittime, come accade nei quartieri malfamati, dove la gente attacca i poliziotti quando fanno il loro dovere. Queste persone andrebbero arrestate assieme a quelle che difendono, e condannate alla stessa pena. È una situazione paradossale, in cui il male diventa bene e il bene diventa male, il tutto accentuato da realtà degradate, mentalità deviate e scarsissimo senso di legalità.
Un segno di speranza arriva proprio da chi vive in Calabria, a due passi da San Martino:
Mi vergogno di essere nata lì vicino! Ma l’orgoglio della gente per bene dove è finito? Ora è toccato a questa ragazza, domani a qualche altra persona debole! Vorrei aiutare questa giovane… magari per contribuire a farla studiare e a farla scappare da quel luogo… Come posso fare?.
