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Registrazione presso il Tribunale di Torino n. 36 del 17/06/2009
Direttore Responsabile Rosanna Caraci

 

L'influenza suina: una falsa pandemia

— archiviato sotto: , , , ,

L’influenza suina, trasmessa dai maiali all’uomo inizialmente in Messico, balzata alle cronache come influenza A-H1N1, si presenta in via sintomatica come quella comune: febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, nausea e altri sintomi abbastanza frequenti.

influenza-suina-antidotoA-H1N1

Praticamente indistinguibile dal solito male di stagione, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato il 16 Giugno 2009 lo stato di pandemia, con allerta al massimo livello, cioè al sei, ma Keiji Fukuda, Direttore Generale aggiunto, ha sottolineato:  Vogliamo che sia ben chiaro che se si instaura la fase sei di pandemia, significa che il virus s’estende e che ci sono contagi stabili nelle comunità di distinte regioni del mondo, ma non significa che il virus è divenuto più grave.

È ormai accertato, però, che il tam-tam mediatico scatena il panico nelle popolazioni e comporta quasi inevitabilmente l’associazione del termine pandemia con quello di pericolosità. Infatti, si è potuto osservare per diversi mesi la corsa all'cccaparramento del Tamiflu, farmaco che avrebbe dovuto aiutare la guarigione ed evitare complicazioni.

Qualche giorno fa, però, l’Ansa ha aperto cosi:

Ad infondere nuovi dubbi sul farmaco, una grossa analisi di revisione di dati di trial clinici, pubblicata online dal BMJ. I suoi risultati, lasciano irrisolte importanti domande sull’efficacia del Tamiflu. I Governi di tutto il mondo hanno speso miliardi su un farmaco sul conto del quale la comunità scientifica si trova adesso incapace di dare un giudizio.
 

Senza contare che nel 2005 il procedimento utilizzato dai mass media e dall’OMS fu quasi lo stesso nel caso dell’influenza aviaria H5N1, che risultò poi non trasmissibile da pollo ad uomo: l’Unione Europea su input dell’OMS decreta che ogni stato membro faccia scorta di farmaci antivirali per almeno il 25% della popolazione- si legge nell’articolo L’industria della paura di Marco Travaglio. Nel 2005 l’Italia comprò inutilmente, spendendo 50 milioni di euro, l’antivirale prodotto dalla multinazionale Roche, casa farmaceutica dello stesso Tamiflu consigliato anche per l’influenza A-H1N1 e quello dalla Glaxo, che produce il Relenza, l’altro farmaco famoso, consigliato per l'influenza suina.
Ancora nell’articolo di Travaglio si legge: un affarone per la Roche, che aveva deciso di ritirare il Tamiflu dal mercato di alcuni stati europei perché vendeva troppo poco e prosegue: un solo mese dopo l’inizio della psicosi la Roche registrava un aumento del 16% dei ricavi rispetto all’anno prima e un balzo verso l’alto delle azioni del 60%: tutto merito del Tamiflu e della fantomatica epidemia. Stranamente, cosi attuale.

influenza_suinaInoltre, ciò che resta particolare di questa pandemia è che al 31 ottobre 2009 già era chiaro il basso tasso di mortalità della suina anche ai ministri italiani, per cui l’ondata di panico creata è senza dubbio ingiustificabile: Dieci volte meno aggressivo dell’influenza stagionale, ad oggi l’H1N1 ha fatto 11 morti su 400 mila casi stimati, mentre lo scorso anno la stagionale ha fatto 8 mila morti su 4 milioni di casi, diceva il Viceministro alla Salute Ferruccio Fazio. In particolare, la percentuale di decessi in Italia causati da influenza A è di circa 0,029 per mille malati, contro il 2 per mille della normale influenza. Bisogna anche considerare però che spesso l’influenza A provoca il decesso in persone già gravemente colpite da altre patologie.

Altri dati poi sono disponibili per verificare il basso impatto della suina sull’uomo: oltre 3,4 milioni i contagi stimati a partire dal 19 ottobre fino al 29 novembre, quando in tutto il mondo dall’inizio della pandemia i decessi sono stati solo oltre 10 mila.

Aggiornati al 31 Dicembre 2009, i decessi nel mondo sono 12970, in Europa 1923, in Italia 188. (documento: AH1N1 Situation Report)

Lo stesso Wolfgang Wodarg, Presidente tedesco dela Commissione Sanità del Consiglio d'Europa, parla di falsa pandemia organizzata ad arte dalle case farmaceutiche per promuovere i loro prodotti, provocando danni tanto ai pazienti vaccinati quanto ai budget dei servizi sanitari nazionali in questione. Sempre secondo Wodarg

[...] many cases of death, that happened to coincide with seropositive H1N1 lab-findings, were simply attributed to "swine-flu" and used to foster fear.[...]

In Gran Bretagna, la presunta pandemia è stata affrontata con misure addirittura da catastrofe: secondo quanto si legge in un articolo di Fiona Macrae sul Mail Online:

The Department of Health warned of 65,000 deaths, set up a special advice line and website, suspended normal rules so anti-flu drugs could be given out without prescription and told health and local authorities to prepare for a major pandemic.

Planners were told to get morgues ready for the sheer scale of deaths and there were warnings that the Army could be called in to prevent riots as people fought to obtain drugs.

Ovviamente, viene spontaneo chiedersi il perché di tutto questo scalpore se è accertato il fatto che l’influenza H1N1 danneggia l’uomo in maniera molto inferiore rispetto a quella comune stagionale. La risposta che in molti hanno dato è che il virus avrebbe potuto (ma non l’ha ancora fatto) e potrebbe mutare, anche se come è scritto in un documento dell’ Istituto Superiore di Sanità: Come detto, i virus influenzali possono mutare facilmente per cui è impossibile produrre un vaccino unico e definitivo (http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/pdf/flunews/FluNews_5.pdf). Praticamente, in un colpo solo si dice che non solo è normale per un virus mutare, e questo vale per tutte le influenze, perché per sopravvivere il virus ha bisogno di adattarsi, quando poi anche il vaccino può essere perciò inutile. Inoltre, alcuni medici sostengono che proprio le persone vaccinate, creando un ambiente ostile, possano provocare maggiormente e più frequentemente le mutazioni, in quanto il virus è costretto ad adattarsi continuamente in una gara darwiniana alla sopravvivenza.

Per ciò che riguarda strettamente il problema dei vaccini, da qualche tempo gli Stati  ne lamentano un accumulo nei magazzini di dosi inutilizzate, ovviamente comprati a iosa con i soldi dei contribuenti. In un articolo del 4 gennaio del Corriere si legge:

Una decisione, quella di mettere in vendita i vaccini non necessari, che ha visto la Francia in prima fila e che ha acceso il dibattito anche in Italia. Molti Paesi, infatti, dal momento che inizialmente l'Organizzazione mondiale della Sanità aveva previsto l'utilizzo di due dosi a persona, si sono premuniti ordinando quantitativi ampi di vaccini alle aziende farmaceutiche.

 

L’Italia invece sembra aver ordinato solo 24 milioni di dosi (anche se le persone che si sono vaccinate sono state poche cioè 840.000, per una spesa complessiva di ben 184 milioni di euro) e per questo non vuole rivendere in saldo quelle in eccesso fino a febbraio, quando terminerà la campagna vaccini. 

Sull’efficacia poi degli stessi vaccini (prodotti per l’Italia dalla multinazionale Novartis), il mondo medico è spaccato in due: c’è chi ne consiglia caldamente l’utilizzo e chi pensa che le dosi siano state preparate troppo velocemente per conoscerne tutte le eventuali implicazioni negative, in particolare quelle a lungo termine.

Complessivamente però, dall’inizio della campagna vaccinale con “Focetria”- ovvero il vaccino per la protezione contro l’ influenza pandemica- a fronte di 838977 dosi di vaccino somministrate, di cui 22.249 a gestanti al secondo/terzo trimestre di gravidanza, risultano presenti in rete 940 segnalazioni di sospette reazioni avverse, per la maggior parte non gravi (802), in segnalazioni pari a 85,3%, in 71 casi, pari a 7,6%, la gravità non è stata definita, 65 sono i casi gravi corrispondenti a 6,9% e 2 i decessi (0.2%) (rif. www.agenziafarmaco.it).
 

Eppure, Ferruccio Fazio il 9 novembre 2009 aveva dichiarato:

tutti siamo consapevoli che i vaccini sono sicuri, sono stati testati, sono state prese delle decisioni a livello internazionale.

 

 Gloria Esposito, 16/01/2010


Fonti delle immagini
vignetta - foto
 

 

Copyright 2009, by the Contributing Authors. Cita/attribuisci la Risorsa. gloria. (2010, January 06). L\'influenza suina: una falsa pandemia. Retrieved February 09, 2012, from conTESTI.eu Web site: http://www.contesti.eu/attualita/linfluenza-suina-il-grande-bluff. Il presente lavoro è licenziato sotto una Creative Commons License Creative Commons License