Magdalena, di Alejandro de la Fuente
L'anteprima nazionale del film-documentario Magdalena di Alejandro de la Fuente apre la decima edizione di Piemonte Movie-gLocal Film Festival, entrando nel vivo della "The stranger edition", dedicata allo straniero e allo sconosciuto.
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Magdalena Lupu è una giovane giornalista televisiva rumena. Vive a Torino, dove racconta la realtà dei suoi connazionali dalle colonne di Objectiv, il giornale degli immigrati romeni. Ma il richiamo della telecamera, suo strumento di lavoro in Romania, e la visione del film di Ettore Scola Trevico-Torino (1972) la spingono a cercare la verità dietro il dramma di Dani, giovane immigrato clandestino, morto nelle fogne torinesi nell'estate del 2006 perchè privo di protezioni e imbragature di sicurezza. Aiutata da Diego Novelli - ex sindaco di Torino dal 1975 al 1985, anni della immigrazione dal Sud dell'Italia - che già aveva collaborato al film di Scola, la giovane reporter indaga, cercando faticosamente di ricostruire una vicenda piena di lati oscuri e reticenze, spinta anche da una tragedia personale che la fa sentire più vicina agli amici e alla madre del ragazzo.Il film documentario realizzato con il sostegno di Piemonte Doc Film Fund, Comune di Torino, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e sviluppato con il supporto di Media Programme (Ue), è stato girato con una sceneggiatura in divenire: le persone intervistate parlano liberamente davanti alla macchina da presa, i dialoghi non vengono rielaborati. Le immagini di oggi si alternano a quelle del film di Scola, uno dei maestri della cinematografia italiana che prima della proiezione di Magdalena ha affermato: Quando mi dicono che i miei film non invecchiano non sono contento, perché significa che la realtà non è cambiata. L'immigrazione ha cambiato volto e provenienza, la diffidenza e la paura del diverso restano immutate negli anni. Ed è questa la chiave di lettura più importante del film, girato da un regista che in Italia ha trascorso l'infanzia e che è ritornato a girare nel nostro paese, e in particolare a Torino, spinto come la protagonista dalla visione del film di Scola, al quale deve la constatazione che "negli anni Sessanta e Settanta c'era una grande effervescenza politica". Quella che oggi sembra sopita ma che può trovare nuovi stimoli proprio nel cinema. Il film stesso si configura come un viaggio di crescita e scoperta del regista all'interno della comunità romena di Torino: la libertà di espressione lasciata ai protagonisti è il suo modo di raccontare la difficoltà di essere stranieri, mettendosi in sintonia con le persone e abbattendo le barriere della diffidenza.
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Magdalena Lupu è una giovane giornalista televisiva rumena. Vive a Torino, dove racconta la realtà dei suoi connazionali dalle colonne di Objectiv, il giornale degli immigrati romeni. Ma il richiamo della telecamera, suo strumento di lavoro in Romania, e la visione del film di Ettore Scola Trevico-Torino (1972) la spingono a cercare la verità dietro il dramma di Dani, giovane immigrato clandestino, morto nelle fogne torinesi nell'estate del 2006 perchè privo di protezioni e imbragature di sicurezza.
Aiutata da Diego Novelli - ex sindaco di Torino dal 1975 al 1985, anni della immigrazione dal Sud dell'Italia - che già aveva collaborato al film di Scola, la giovane reporter indaga, cercando faticosamente di ricostruire una vicenda piena di lati oscuri e reticenze, spinta anche da una tragedia personale che la fa sentire più vicina agli amici e alla madre del ragazzo.
Magdalena
