Speciale Festival: la serata inaugurale
Con la presentazione in anteprima assoluta del film "Magdalena", di Alejandro de la Fuente, il 4 marzo 2010 è stato inaugurato il decimo gLocal Film Festival a Torino.
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4 marzo 2010, incontro con A. de la Fuente, Ettore Scola, Diego Novelli, Magdalena Lupu | |||
Magdalena, di cui Ada Guglielmino traccia una recensione a mio avviso limpida e chiara sulle stesse pagine di conTESTI.eu, merita di essere visto. Per esigenze tecnche sono stato costretto a seguire soltanto la prima parte della pellicola, ma è una storia che fin dalle prime inquadrature "ti tira dentro". Finanziato dal Doc Film Fund piemontese, con la partecipazione dell'U.E., è un film che potremmo definire "pubblico", perlomeno realizzato con denaro pubblico, un'operazione artistica e culturale. Non solo, ma sono anche sicuro che incontrerà il favore della critica, una storia che in qualche modo - non affettato nè retorico - raccoglie le fila di Trevico-Torino di Ettore Scola e ripropone con triste attualità il tema dell'integrazione fra culture differenti sullo stesso suolo.Ecco, questo è uno - ma solo uno - dei molti motivi per cui vale la pena riuscire a vederlo, il film di Alejandro de la Fuente, anche se - dolenti note - è anche un film "fuori circuito", una pellicola di cui si conosce quasi in anteprima il destino, che non sarà quello delle sale perchè, perifrasando un articolo apparso su Micro Mega in questi giorni, scusa se non la chiamo cultura... Chi, vedendo il servizio sul film, avrà voglia di vedere la pellicola, non si perda le proiezioni del festival, perchè siamo in un paese in cui il Magnifico Rettore dell'Universtià La Sapienza di Roma ha dedicato l'aula magna a Moccia, per promuovere il suo ultimo film, che invece, probabilmente vedremo solo nelle sale d'Essai. Che non esistono più. (Foto: Maria Antonietta Ricagno)
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Magdalena, di cui
Finanziato dal Doc Film Fund piemontese, con la partecipazione dell'U.E., è un film che potremmo definire "pubblico", perlomeno realizzato con denaro pubblico, un'operazione artistica e culturale. Non solo, ma sono anche sicuro che incontrerà il favore della critica, una storia che in qualche modo - non affettato nè retorico - raccoglie le fila di Trevico-Torino di Ettore Scola e ripropone con triste attualità il tema dell'integrazione fra culture differenti sullo stesso suolo.
