Il dopofestival: prima serata
Il preview della prima serata del dopofestival.
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In poche parole... In questa prima serata, la discussione è stata centrata essenzialmente sul significato di licenza Creative Commons. Il musicista e produttore indipendente Alex Stirner ha presentato la propria esperienza: nel proprio lavoro affianca l'attività tradizionale di produttore di brani di musica elettronica come artista iscritto SIAE con la produzione di materiale musicale licenziato Creative Commons, in gran parte utilizzato per performance live e per la colonna sonora di cortometraggi. Stirner tra l'altro è l'autore di gran parte delle colonne sonore ai filmati della testata conTESTI.euErano presenti i registi Max Chicco e Gianni del Corral, i quali fin dalle battute, pur essendo digiuni in fatto di nuove licenze per la tutela dei diritti delle opere (parliamo di ogni tipo di opera, dalla musica ai soggetti, sceneggiature, film e cortometraggi) hanno accolto, come accadrà in tutte le serate successive, con grande entusiasmo la possibilità di scegliere in quale modo l'opera dell'autore può essere utilizzata e in quale modo l'autore può utilizzare la propria opera, commercialmente o meno. Portando ad esempio una delle ultime produzioni di conTESTI.eu openvideo, il documentario coprodotto con la Fondazione Pietro Accorsi di Torino "Il Museo di Arti Decorative della Fondazione Accorsi", l'editore Maria Antonietta Ricagno, che ha scritto numerosi articoli in merito alle licenze e al software libero, ha delineato con precisione le caratteristiche di questo tipo di licenze.L'aspetto più interessante che emerge dalla discussione è l'opinione comune che esista il bisogno di creare una cultura capace di utilizzare questi nuovi strumenti di tutela. Non solo, è sicuramente un mito da sfatare l'idea che "distribuzione libera" implichi in qualche modo la diffusione di produzioni artistice che non consentono di percepire guadagni. Il problema della distribuzione, soprattutto nel mondo delle produzioni musicali e cinematografiche indipendenti, è profondamente sentito. Il fatto di poter attuare un meccanismo di tutela globale, che ha efficacia proprio nella rete, in cui tradizionalmente sembra annidarsi il peggior rischio di plagio o copia e diffusione fraudolenta delle opere, senza per questo dover affrontare costi particolarmente elevati per procedere alla tutela di tutta o parte dell'opera rappresenta un elemento di grande interesse. L'aspetto più rivoluzionario delle licenze Creative Commons, come ha sottolineato Stirner, consiste nel fatto che si ribalta il punto di vista della tutela rispetto all'autore: è chi detiene il diritto inalienabile della creazione dell'opera che sceglie le modalità in cui questa può essere utilizzata. Compresa naturalmente la possibilità di una commercializzazione. Fin dalla prima serata è emerso un parere concorde di come l'incremento quasi indiscriminato della pirateria non dipenda tanto dalla diffusione di internet in sè quando dal meccanismo di una macchina dello spettacolo che si basa su preussposti che oggi non sono nè attuali nè percorribili; non ultimo l'atteggiamento mostrato soprattutto dalla mejor nei confronti del rischio di copia non autorizzata consistente nell'aumento del prezzo delle copie originali di cd e dvd. Per non parlare di azioni che sono state messe in atto in passato, che rasentano i limiti dell'assurdo, come quella di applicare una tassa "a priori" sui supporti ottici vergini nell'ipotesi che questi possano essere utilizzati per copie non autorizzate di film o brani musicali. (Foto: Maria Antonietta Ricagno)
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In questa prima serata, la discussione è stata centrata essenzialmente sul significato di licenza Creative Commons. Il musicista e produttore indipendente Alex Stirner ha presentato la propria esperienza: nel proprio lavoro affianca l'attività tradizionale di produttore di brani di musica elettronica come artista iscritto SIAE con la produzione di materiale musicale licenziato Creative Commons, in gran parte utilizzato per performance live e per la colonna sonora di cortometraggi. Stirner tra l'altro è l'autore di gran parte delle colonne sonore ai filmati della testata conTESTI.eu
Portando ad esempio una delle ultime produzioni di conTESTI.eu openvideo, il documentario coprodotto con la Fondazione Pietro Accorsi di Torino "Il Museo di Arti Decorative della Fondazione Accorsi", l'editore Maria Antonietta Ricagno, che ha scritto numerosi articoli in merito alle licenze e al software libero, ha delineato con precisione le caratteristiche di questo tipo di licenze.
