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"Secondo tempo": la violenza negli stadi vista dalla curva

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Un docu-film girato a Torino in perfetto stile realista che analizza e racconta il fenomeno del tifo organizzato nelle curve degli stadi italiani. Tra i protagonisti un centinaio di ultrà del Toro.

Un unico piano sequenza lungo ben 105 minuti per raccontare il fenomeno ultrà in Italia. Trent’anni dopo Ragazzi di stadio, il primo film-inchiesta sull’argomento, il 23 aprile esce nelle sale cinematografiche “Secondo tempo”, opera prima del 38enne regista milanese Fabio Bastianello, allievo di Ermanno Olmi. Protagonisti della pellicola gli spalti dello stadio Olimpico di Torino e oltre cento tifosi del Toro, chiamati ad affiancare un cast di una trentina di elementi tra attori e cabarettisti, tra cui un inedito Beppe Convertini. I mille volti della violenza negli stadi, la psicologia della curva e la sua logica sociale e gerarchica: è questo il complesso e controverso mondo che il film cerca di indagare e lo fa in forma quasi documentaristica, tutto incentrato su realismo e immedesimazione. L’opera dura 105 minuti, quanto una partita di calcio compreso l’intervallo, tutti registrati in un unico piano sequenza e vissuti “in soggettiva”, ovvero senza mai staccare la telecamera e con l’occhio del protagonista che si fa spettatore. La tecnica usata, inedita in Italia, permette di entrare totalmente nel film senza bisogno degli occhialetti 3D, molto di moda ultimamente.

Nella pellicola si raccontano i mille aspetti della vita di una curva: i fumogeni, gli striscioni, gli spintoni nei bagni prima della partita, i cori, i panini, i tatuaggi, la droga, i soprannomi.

È un prodotto inusuale, inconsueto rispetto ai canoni cinematografici a cui siamo abituati - spiega il regista -. Ed è proprio nella diversità che sta la sua forza. Si potrebbe quasi definire brutto, nel senso che non rispetta le classiche regole della cinematografia, specialmente quella italiana. Le scelte di un unico piano sequenza e di un cast composto anche da veri ultrà sono fattori che concorrono a creare un risultato borderline, una via di mezzo tra il documentario e il lungometraggio.

Il docu-film nasce con la precisa volontà di affrontare la tematica della violenza nel mondo del tifo organizzato attraverso il racconto diretto dei protagonisti: gli ultrà e le forze dell’ordine. Il personaggio principale è Nick, un poliziotto infiltrato che sta svolgendo un’indagine su di un gruppo di tifosi, che vive la propria storia attraverso le dinamiche della curva e le scintille che scatenano la violenza durante una partita di calcio. Entra in contatto con i capi della curva: Lupo, il Griso, Attila. Al centro del racconto ci sono i loro valori: l’obbedienza al capo, l’onore, la lealtà, la fiducia, le regole da trasmettere alle nuove leve. Ma soprattutto il loro progressivo e inesorabile perdersi nella violenza.

Mentre si consumano i soliti rituali all’interno del mondo ultrà in campo si fronteggiano due squadre fittizie, composte da giocatori professionisti ma volutamente privi di nome e di alcun riferimento a personaggi del calcio realmente esistenti. In realtà la macchina da presa si dimentica fin dall’inizio del rettangolo verde e dei giocatori. Compaiono solo un paio di volte, all’interno di un piccolo monitor, ma sembrano omini del calcio-balilla: da una parte i blu, dall’altra i granata.

Il ritratto che questa pellicola alla fine offre della curva farà certamente discutere e, forse, innervosire i diretti interessati. Continua Bastianello:

Da quando è stata presentata l’idea, all’ultimo festival di Cannes, abbiamo raccolto pareri contrastanti: chi si è innamorato sin dall’inizio dell’audacia del progetto e chi era convinto invece che avremmo prodotto un film poco realistico, romanzato e demonizzante nei confronti delle tifoserie organizzate. Il mio intento è semplicemente quello di riportare fedelmente quanto accade nelle curve degli stadi italiani, raccontando di una giornata tipo che si trasforma in un evento eccezionale. Per raggiungere questo obiettivo ho frequentato per diversi mesi gli stadi e mi sono avvalso della consulenza di veri ultrà».

Per la realizzazione dell’unico ciack di 105 minuti, la casa di produzione Thisa e il direttore della fotografia Luca Coassin hanno optato per l’utilizzo della migliore telecamera digitale attualmente sul mercato: la Red one ad alta definizione (4K), uno strumento in grado di rendere in digitale la qualità video della pellicola. Autore della colonna sonora del film il cantante Davide De Marinis, presente anche nelle riprese.

 

Copyright 2009, by the Contributing Authors. Cite/attribute Resource. dmarucco. (2010, April 22). \'Secondo tempo\': la violenza negli stadi vista dalla curva. Retrieved February 10, 2012, from conTESTI.eu Web site: http://www.contesti.eu/cinema/secondo-tempo-la-violenza-negli-stadi-vista-dalla-curva-2. This work is licensed under a Creative Commons License Creative Commons License