Marina, di Carlos Ruiz Zafón
Strascichi di passato che stentano a tornare. L’autore si dichiara affezionato in modo particolare a questo romanzo, “non per il valore letterario intrinseco dell’opera”, ma per ragioni che lui stesso non riesce a indovinare.
Strascichi di passato che stentano a tornare.L'autore si dichiara affezionato in modo particolare a questo romanzo, "non per il valore letterario intrinseco dell'opera", ma per ragioni che lui stesso non riesce a indovinare. Il protagonista di Marina è Oscar, un giovane collegiale che ama girovagare all'interno della labirintica Barcellona, alla ricerca di risposte a domande che non vorrebbe porsi. I suoi giri lo conducono da Marina, una ragazza tanto bella che pare uscita da un quadro, che lo destabilizza completamente e gli cambia la vita.
E da qui i due giovani si gettano a capofitto in un'avventura fuori dal comune tra le vie e i luoghi più segreti della città catalana, che si tramutano nell'esplorazione dell'interiorità di Oscar. Marina contiene in nuce quegli elementi che troveranno la piena espressione nel romanzo più celebre dell'autore, L'ombra del vento.
Il passato criptico che si ripercuote sul presente, la passione come motore di azioni torbide, il fascino oscuro di Barcellona, infatti, sono temi che ricorrono più volte nella letteratura di Ruiz Zafón. In questo romanzo del '92, però, restano solo accennati. Avrebbe potuto essere un capolavoro, invece è solamente una bella storia, avventurosa e incalzante, ma che non trova nelle azioni dei personaggi un finale degno degli avvincenti spunti iniziali.
