Una donna di troppo
L'opera di Giorgio Ballario è contemporaneamente un giallo e un romanzo storico: Una donna di troppo
Una storia lunga, dal respiro vasto come la terra in cui si svolge: il continente africano, così largo e pieno di inimmaginabili sorprese. Una storia che è soprattutto un’indagine, un giallo che percorre sia la terra sia i personaggi che la abitano e descrive le loro vite in cui realtà e apparenza sono fuse. Così è costruito il romanzo di Giorgio Ballario, Una donna di troppo, Edizioni Angolo Manzoni.
La storia
Basato sullo studio di alcuni documenti originali, la storia si svolge durante il colonialismo italiano in Africa, precisamente nel 1935, e l’opera si presenta quindi come un romanzo appartenente al genere storico, oltre che a quello del giallo. Gli aspetti più reali e attendibili di tutta la vicenda, però, si fondono quasi subito – come lo stesso autore informa in una correttissima nota introduttiva – con quelli più fantastici e a volte oscuri della cultura africana, con le sue credenze religiose - il potere degli zombi, la loro probabile o improbabile esistenza - o l’uso delle sostanze psicotiche che possono esaltare o annullare la volontà umana. Giorgio Ballario elabora anche un glossario, che allega all’inizio del suo testo narrativo; un elenco dei personaggi che incontreremo leggendo e una cartina geografica.
Affinché l’intrigo possa essere godibile e alla fine solo letterario, l’autore ci fornisce tutti i mezzi: così come anche Agatha Christie faceva. I registri narrativi di Ballario inoltre sono due: il romanzo inizia in terza persona, ma prosegue poi con l’io narrante, laddove la necessità di sottolineare gli stadi d’animo, le sensazioni del corpo che reagisce al clima o le riflessioni della mente analitica del Maggiore Aldo Morosini, che conduce le indagini, hanno bisogno di una personalizzazione forte per guidare dall’interno noi che leggiamo, che percorriamo insieme con il protagonista quelle strade terrose e assolate, riarse e faticose. Strade in cui anche molti fatti accadono, eventi grandi – dalla portata storica – oppure minimi ma sostanziali per la vicenda del romanzo – che non sveleremo – e soprattutto strade piene di personaggi, ricche di incontri. Personaggi che si fermano ad assaggiare la cucina somala, i cui odori forti proviamo ad immaginare dalle pagine; strade in cui la polvere è presente tanto quanto i dialoghi che danno corpo e vita alla personalità di chi, parlando, esprime il suo elevarsi dalla carta.La mancanza dell’acqua, il desiderio di Aldo Morosini – per esempio - di lavarsi più spesso, sono dettagli importanti, necessari quasi quanto il mistero che deve essere svelato: le morti che devono essere ricondotte alla logica, in una terra in cui la logica a volte sembra non far parte della cultura. Compresa anche quella dei colonialisti italiani che ripropongono i loro vecchi modelli, in un contesto che sembra non comprenderli poiché sembra avere un’idea completamente diversa della vita e della morte; connesse con il cielo e la terra, le ore e il tempo con un ritmo e un suono altro.
Giorgio Ballario, Una donna di troppo, Edizioni Angolo Manzoni, pagg. 414. Euro 16,00