La bionda nel sacco, giallo italiano
Il romanzo di Giorgio Tomesani , La bionda nel sacco, unisce mondo sentimentale e storia del mistero, senza esasperare nessuno dei due aspetti.
È un giallo scritto da un autore italiano, ma in un immaginario sottofondo musicale, nel primo capitolo, suona una canzone americana: l’immediata allusione – forse – alla tradizione secondo la quale sono quasi tutti anglosassoni gli scrittori del genere thriller.
Il romanzo La bionda nel sacco di Giorgio Tomesani edito da Alphabeta, però, possiede tutto il ritmo della cronaca nera. La ragione nasce forse dal fatto che l’autore – oltre ad essere stato impegnato, nella sua vita, in attività aziendali – ha per lungo tempo scritto articoli di giornalismo noir. La storia che ci racconta in queste pagine - una tragica scomparsa; le motivazioni sia oscure sia lucide della professione del protagonista; i colpi di scena che lo riportano dopo molti anni alla nuova ricerca del filo rosso di una memoria di dolore e di mistero - non può essere svelata. Ma il percorso del personaggio principale, Mario Andres, diventato commissario di polizia sia per esorcizzare il proprio dolore personale sia per dare un significato più vasto ad una perdita altrimenti inutile, procede ricostruendo le tappe di un mistero che svela anche la sua esistenza, e che diventeranno fondamentali per la comprensione di entrambi.
Le caratteristiche di Andres, il significato del suo continuo camminare, procedere da un luogo all’altro o attraversare semplicemente con piccoli passi piccoli spazi, producendo energia fisica, sono il segno delle sue abitudini, i suoi tic comportamentali ma soprattutto sono il suo emblema psicologico. Nel movimento delle gambe, nelle azioni brevi e ripetute, egli si esprime e contemporaneamente esprime il senso della storia. Tutto ciò avviene attraverso l’uso – spesso rapido – del linguaggio con cui Tomesani descrive gli eventi oppure le ambientazioni o i dialoghi. Sono le parole dirette infatti a chiudere il romanzo che spesso avanza, cammina, compie piccoli passi, anche attraverso i discorsi tra i vari personaggi.
È questa una storia in cui le stagioni – che appaiono descritte come aria fredda, come odori o come epoche per visitare i cimiteri – hanno un loro preciso posto all’interno dei movimenti: quelli piccoli, come tic o esigenze fisiche; oppure quelli enormi, come il moto circolare della terra, in cui la casualità di ogni fatto – in special modo proprio nella catena degli eventi di un giallo – assume una logica: quella della vita di ognuno; poiché ognuno crede di non esistere per caso.
Giorgio Tomesani, La bionda nel sacco, Alphabeta editore. Pagg. 234. Euro 15,00
