Non più di nove minuti
Franco De Chiara, regista di 'Chi l'ha visto', racconta in questo libro alcuni dei casi da lui trattati nel corso degli anni della sua collaborazione con il popolare programma televisivo.
Cosa è possibile fare in meno di nove minuti? Molte cose, ma quello che Franco De Chiara riesce a fare in questa manciata di minuti dal 1993, cioè da quando collabora con Chi l'ha visto?, è davvero interessante.
Nove minuti sono il tempo massimo che i suoi filmati non devono mai superare. In nove minuti deve essere possibile entrare nel mondo di una persona scomparsa, cercare di capire, spiegare e trasmettere il messaggio ai telespettatori.
Questo fa Franco De Chiara, spesso con pochissime informazioni e tracce, un numero di telefono, un indirizzo, quache vaga notizia sullo scomparso e il compito di entrare in contatto con una famiglia improvvisamente gettata nell'angoscia da una sparizione che, come sempre all'apparenza, sembra non avere spiegazioni.
Il tempo, nei casi di scomparsa, è sempre il fattore più importante: spesso, le prime ore sono quelle che determinano la soluzione di un caso. È per questo che la troupe di Chi l'ha visto? si muove sempre con tempestività e ha quasi sempre a disposizione solo due o tre giorni e pochissimo tempo da dedicare alla postproduzione e al montaggio dei filmati.
Non più di nove minuti è quindi anche il titolo del libro di Franco De Chiara, che racconta questo suo lavoro e qualcuno dei casi da lui trattati. Dal suo racconto emergono le dinamiche di storie che magari ascoltiamo a volte, ma che sembrano sempre accadere ad altri, in altre dimensioni, in altri tempi. Ma per chi si trova a confrontarsi personalmente, seppure da esterno per girare un filmato, la situazione è diversa.
Per quanto sia necessario essere professionali e tener presenti le necessità della trasmissione televisiva, non si può prescindere dal coinvolgimento umano. Occorre entrare nella vita di altri, portare alla luce sentimenti e aspetti di vite che fino ad allora avevano avuto uno svolgimento apparentemente normale. Ma la domanda più difficile è sempre quella che riguarda il perchè di una scomparsa.
