I tatuaggi: un po' di storia
Ogni volta che proviamo ad immaginare quali possano essere le origini del tatuaggio, ad ognuno di noi appaiono in rapida successione, nella mente due immagini: le popolazioni primitive o i pirati; fieri come il famosissimo James Cook o irresistibili come Johnny Depp.
Ma, iconografia a parte, di una cosa siamo tutti consapevoli ed ugualmente affascinati: il tatuaggio è una delle forme artistiche e di comunicazione tra le più antiche che l'uomo abbia messo a punto. Il termine, di origine polinesiana ("tatau"), significa "battere" o "marchiare", e fa riferimento al movimento che l'apposito strumento a martelletto compie per imprimere sull'epidermide il disegno prescelto, realizzato con dei pigmenti particolari. Alcuni scavi archeologici hanno recentemente dimostrato che i tatuaggi sono patrimonio artistico culturale dell'uomo fin dalle sue origini cavernicole, in tutto il mondo; ad esempio, con il ritrovamento di corpi di uomini e donne vissuti più di sei mila anni fa nelle zone del Nord e Sud America. O ancora, riportando alla luce resti di popolazioni eschimesi, siberiane, cinesi, egiziane e perfino italiane.
Dalla minuziosa e paziente catalogazione di tutti questi "dipinti" sul corpo umano, gli esperti sono giunti ad una serie di affascinanti conclusioni...come per esempio che gli Egizi usavano tatuarsi durante le cerimonie funebri, mentre i Legionari della Roma antica erano soliti tatuarsi sul braccio il nome del proprio generale o dell'imperatore, con la data dell'arruolamento nell'esercito, in concomitanza di una guerra; così come anche i disertori subivano l'onta di essere marchiati per infamia, alla stregua dei prigionieri e degli schiavi. Tra le altre popolazioni, i Celti erano invece propensi a praticare tatuaggi di carattere religioso, raffigurando sui loro corpi gli animali sacri secondo le credenze indigene. I Britanni ( "brith" significa "dipingere") furono invece i primi ad introdurre la variante dei tatuaggi colorati. Tra le popolazioni italiche, furono i primi cristiani ad utilizzare il tatuaggio per affermare con forza il loro Credo, come testimoniato dall'alta percentuale di "tau" (Croce) che contrassegnavano le fronti dei più fervidi seguaci di Cristo. Una moda decisamente osteggiata dalla Chiesa di tutta Europa, che infatti intervenne con una Bolla Papale per vietarne la diffusione. I Turchi, concludendo questa panoramica mondiale su tipologie e motivazioni per cui tatuarsi, erano convinti che un disegno indelebile sul corpo, con evidenti richiami religiosi, avesse la valenza di "lasciapassare" ad una sepoltura nei luoghi sacri all'Islam.
Insomma, oggi come allora, a qualsiasi latitudine, ci si tatuava e si continua a farlo per affermare qualcosa in cui si crede, in cui si spera. Sotto questo aspetto, l'immagine cui si è più propensi a rivolgere un pensiero è quella dei marinai, che usavano fermare sulla propria pelle un periodo della vita, un luogo visitato, una donna amata, da portarsi dietro, fino al prossimo viaggio, non solo impressi nella memoria o nel cuore, ma persino sull'epidermide! Ancora più anticamente, i disegni sul corpo venivano comunemente interpretati come statu symbol per sottolineare la propria appartenenza di ceto e censo sociale.
Oggi... beh, oggi un po' di cose sono cambiate. Come le tecniche, i materiali usati, i luoghi dove fare i tatuaggi, che sono spesso negozi "ad hoc" o studi privati simili, per arredo e conformità alle leggi igienico-sanitarie, a studi medici. Le ragioni sono spesso molto personali, ma genericamente legate ad un fatto di moda, per piacere di più agli altri e a se stessi. "Mappare" il corpo con disegni di vario genere, forme e colori è un po' come fermarsi e fare il punto della situazione, rispondendo a domande ataviche che continuiamo a portarci dentro: chi siamo e soprattutto, dove andiamo.
Breve classificazione dei tatuaggi
- Tatuaggi etnici: solitamente, sono segni che raffigurano il luogo di nascita o l'appartenenza di una persona; può trattarsi della nazione, del paese, della città o del quartiere cui l'individuo si sente legato. E' rappresentato da una bandiera, uno stemma, uno stendardo, oppure da un simbolo o da un nome.
- Tatuaggi simbolici: si tratta di segni scaramantici o mitologici, che arrecano beneficio o racchiudono significati speciali. Tra questi vanno ricordati il cuore, le stelle, il sole, la luna o una particolare raffigurazione divina.
- Tatuaggi religiosi: generalmente, sono segni collegati alla religione cattolica, come croci, santi, madonne, angeli o mani giunte in preghiera. Ancora oggi sono diffusi i tatuaggi religiosi che ricordano un evento importante, come un pellegrinaggio, un momento sacro o una conversione. Sono di solito collegati alle iniziali di colui che li porta.
- Tatuaggi d'amore: tatuaggi che ricordano la persona amata, spesso lontana, o il grande amore mai corrisposto. Piccoli simboli classici come i fiori (le rose), il cuore trafitto, le rondini, le bandiere con frasi romantiche scritte all'interno, oppure con iniziali e il nome della persona amata. Restano nel cuore e nella pelle, per sempre.
- Tatuaggi di bellezza: sono disegni puramente decorativi, che valorizzano e abbelliscono determinati parti del corpo, specialmente femminile. Spesso sono riproduzioni di reggicalze, collane e braccialetti, piccoli anelli o ghirlande di roselline attorno al polso, alle caviglie, alle cosce. Un ornamento particolare e indelebile per sentirsi più attraenti, un messaggio erotico.
- Tatuaggi di vendetta: diffusi in particolare tra i detenuti e i membri di un clan o di una banda. Sono segni di denuncia e di riscatto per vendicare un torto subito, oppure nei confronti di una persona che ha mancato o verso lo Stato e la società che li ha condannati. I disegni rappresentano in genere pistole, pugnali, rasoi, tombe, teschi e frasi più o meno esplicite.
- Tatuaggi di disprezzo: simili a quelli di vendetta, sono però spesso incisi a forza sul petto del traditore o dell'infame, in modo indelebile. In altri casi, vengono fatti per ricordare il torto subito o la persona che l'ha commesso, o per disprezzo verso la società e lo Stato. La scritta "Odio" sulle nocche delle dita è un classico di questo genere di tatuaggi
- Tatuaggi da galera: si tratta di simboli specifici che indicano, senza possibilità di equivoco, che la persona è stata in galera. Qualche esempio: i cinque punti sulla mano ("solo tra quattro mura") o i punti a lato degli occhi, della bocca e delle orecchie ("non vedo, non sento, non parlo"). Un altro classico è la lacrima tatuata a fianco dell'occhio, che simboleggia la detenzione per omicidio
- Tatuaggi osceni: anche questo è un genere molto diffuso tra i carcerati. Si tratta di immagini pornografiche, di atti sessuali espliciti, trasgressivi, omosessuali e non. Una forma di trasgressione voluta, spesso volgare e violenta. Può essere osceno anche un tatuaggio, fatto su parti intime come il pene o intorno all'ano, il cui messaggio è provocatorio.
