
Come abbiamo visto, la menzogna si accompagna inevitabilmente a numerosi segnali che, in misura maggiore o minore, possono far sorgere in chi ascolta il dubbio che l'interlocutore non sia del tutto sincero.
Partiamo, dunque, dagli indizi vocali, cioè quelli relativi a tutto ciò che attiene al linguaggio tranne le parole. Le alterazioni della voce legate alle emozioni sono piuttosto difficili da nascondere, in particolare quando si cerca di nascondere una emozione attuale, che si sta provando proprio mentre si parla.
Ecco i principali indizi su cui è opportuno soffermare la propria attenzione:
- le pause, che possono risultare troppo lunghe o troppo frequenti;
- gli errori, come l'inserimento di "non parole" (ehm, uhm e simili), ripetizioni (no, no, no...; io, io non..) e parole ripetute a metà (vera....veramente; probab...probabilmente);
- il suono della voce, che diventerebbe più o meno acuto a seconda dell'emozione provata (diventerebbe più acuta in caso di rabbia e paura, meno acuta in caso di tristezza e dispiacere, anche se la ricerca non ha ancora dato risultati certi per quanto riguarda il suono della voce);
- velocità e volume, che aumenterebbero in caso di paura e rabbia, diminuirebbero a causa della tristezza (di nuovo, però, i risultati in merito non hanno ancora dato certezze).
Tali alterazioni possono essere causate sia dall'emozione che si cerca di dissimulare, sia dalle emozioni legate alla consapevolezza di stare mentendo (paura di essere scoperti, innanzitutto, ma anche senso di colpa e piacere che si può provare nell'essere consapevoli di riuscire nell'inganno).
È importante precisare, però, che spesso le alterazioni vocali non sono segno di menzogna, bensì di una (generica) emozione. Viceversa, l'assenza di tali alterazioni non deve essere automaticamente interpretata come prova della sincerità della persona: è sempre possibile che si tratti di un individuo particolarmente portato per la recitazione e in grado di tenere pienamente sotto controllo la propria voce.
Né esistono, d'altra parte, indizi che possano essere ritenuti comuni a tutte le persone e, di conseguenza, per scoprire una menzogna, ci si dovrebbe basare, quando possibile, o sul confronto con il precedente comportamento normale del soggetto sotto esame (ad esempio, può insospettire il fatto che una persona, solita parlare con tono calmo e pacato, inizi a parlare velocemente o a balbettare quando interrogata su un argomento specifico).
C'è anche chi ritiene utile raccogliere più elementi possibile per poi metterli in relazione tra loro ricorrendo a particolari strumenti (tra cui Psychological Stress Evaluator, Mark II Voice Analyzer, Voice Stress Analyzer, Psychological Stress Analizer, Hagoth, Voice Stress Monitor) che, secondo chi li ha progettati e messi in commercio, sarebbero in grado di analizzare la voce e rilevare quando la persona sta mentendo, mentre secondo altri, in realtà, sarebbero in grado unicamente di registrare lo stress o, in generale, i segnali vocali di emozioni negative.
Passando al sistema nervoso autonomo, respirazione, deglutizione e sudorazione sono tre fenomeni che, essendo strettamente legati ad esso, si manifestano involontariamente in caso di emozioni improvvise e sono difficilissimi da bloccare o prevenire. Proprio per la loro scarsa controllabilità possono rappresentare indizi significativi da tenere in considerazione quando si cerca di rivelare una menzogna.
Non tutti gli autori, però, concordano nel ritenere che tali modificazioni siano differenti a seconda dell'emozione provata (rabbia, paura, ...). C'è chi sostiene che siano costanti e indichino solo una emozione, senza dare indizi su quale sia esattamente. Le ricerche sperimentali condotte sull'argomento si sono sempre dovute scontrare con due grossi problemi: innanzitutto, i ricercatori non sono mai riusciti ad avere la certezza che le emozioni suscitate in laboratorio nei volontari fossero autentiche e incontaminate: anche chiedendo al soggetto di ricordare o immaginare, ad esempio, una situazione paurosa, è difficile che la paura non sia "inquinata" da altri sentimenti. In secondo luogo, l'impatto con l'ambiente sperimentale, con il laboratorio e le attrezzature necessarie alla misurazione dei vari parametri non può che suscitare un certo imbarazzo nei soggetti esaminati.
Nel 1983, alcuni ricercatori (Ekman, Levenson e Friesen) hanno tentato di superare questi ostacoli utilizzando come volontari attori professionisti, pertanto non solo in grado di ricordare e rivivere le emozioni richieste dai ricercatori, abilità a cui si addestrano nel corso della loro carriera, ma anche privi di imbarazzo nell'essere osservati da un gruppo di estranei, essendo ben allenati a situazioni simili. Dagli esperimenti condotti su tali soggetti, sembra che ad ogni emozione corrisponda una serie di risposte neurovegetative involontarie specifiche. Ad esempio, sia per la rabbia, sia per la paura, il ritmo cardiaco subisce un'accelerazione; tuttavia, mentre per la paura la temperatura corporea si abbassa, nel caso della rabbia si registra un incremento.
Ciò nonostante, sul punto il dibattito è ancora acceso e saranno necessarie ulteriori verifiche prima di poter affermare con sicurezza che le emozioni sono distinguibili basandosi sui segni visibili e udibili di attività neurovegetativa.
Fonte immagine: http://www.mentereale.com/News/la-qculturaq-della-menzogna.html