Il cuore di Torino batte per Federica e Massimo
La settimana iridata dei Campionati di Pattinaggio Artistico di Torino 2010 è terminata con lo spettacolare galà dei campioni. Bilancio positivo per gli italiani, soprattutto per il bronzo della coppia azzurra di danza Faiella-Scali
Pubblico e volontari: la città di Torino ha risposto con entusiasmo all’invito dei Campionati Mondiali di Pattinaggio Artistico, appena conclusi sul ghiaccio del Palavela. Tutte le serate sold out, oltre 450 volontari all’opera per garantire il perfetto funzionamento della macchina organizzativa. Perfino i giovanissimi “flower sweepers”, i raccoglitori di omaggi e fiori al termine delle gare, sono stati impeccabili.
Lacrime e gioia
Le lacrime più belle sono quelle di Federica Faiella e Massimo Scali, medaglia di bronzo conquistata a fatica, anche a causa di un insistente mal di stomaco che affligge ormai da mesi Federica, ma che non ha impedito una esecuzione struggente del libero “Gli Emigranti” sulle musiche di Nino Rota, con un boato della folla quando Federica esegue l’ormai leggendario sollevamento di Massimo. “E’ stato un campionato molto faticoso - ha dichiarato Massimo Scali al termine della gara - Eravamo molto stanchi dopo le Olimpiadi e Federica non stava bene, tanto che una settimana prima abbiamo pensato di ritirarci, ma volevamo questa medaglia per noi e per l’Italia”. Davanti a loro podio fotocopia di Vancouver, con l’oro della coppia monster Tessa Virtue-Scott Moir e l’argento dei sempre più eleganti Meryl Davis-Charlie White.
Risultato al di sotto delle aspettative per l’altra coppia italiana in gara, Anna Cappellini-Luca Lanotte: lei inciampa e cade durante un passaggio, lancia un occhiata di fuoco al suo compagno e scoppia in un pianto dirotto per la frustrazione. La loro performance era partita con un dignitoso settimo posto dopo il valzer dell’esercizio obbligatorio, diventato undicesimo proprio per questo errore.
Lacrime anche per Carolina Kostner, quarta dopo il programma corto, che alla vigilia del segmento conclusivo di gara del singolo femminile aveva dichiarato speranzosa: “Arrivare nelle prime cinque sarebbe grande” e infatti finisce sesta dopo un libero in cui non cade (ecco le lacrime di gioia) ma conferma la sua non buona forma, soprattutto quando si parla di salti. Non è servito eliminare le maggiori difficoltà puntando tutto sui componenti che ne mettono in evidenza l’eleganza: un po’ pochino per poter competere con il gotha del pattinaggio. L’oro è della giapponese Mao Asada, al secondo posto risale dal sesto piazzamento la regina di Vancouver Yu-Na Kim, al terzo la finlandese Laura Lepisto, che agli Europei di Tallin era stata battuta dalla Kostner e che al termine delle gare ha ben sintetizzato il panorama del pattinaggio mondiale: “Queste ragazze asiatiche sono fantastiche, sembrano irraggiungibili, ma anche noi in Europa abbiamo buoni pattinatori e stiamo cercando di guadagnare terreno”.
Solo benino Samuel Contesti, settimo nella classifica del singolo maschile (da cui ha dovuto ritirarsi l'altro azzurro Paolo Bacchini per infortunio), risalito dal’ottavo piazzamento raggiunto dopo il corto: l’oro è andato a Daisuke Takahashi, bronzo olimpico e primo giapponese a conquistare il titolo iridato, seguito dal canadese Patrick Chan e dal bronzo del francese Brian Joubert, che replicano i piazzamenti del 2009. Contesti ha fatto qualche piccolo errore, ma si è comunque riscattato, grazie anche al tifo del pubblico di Torino, dal diciottesimo piazzamento olimpico.
Esordio convincente per Stefania Berton e Ondrej Hotarek nelle coppie di artistico. Il loro undicesimo piazzamento che fa sperare in un futuro di crescita per la giovane coppia costituitasi solo nel 2009. Anche qui l’oro ha gli occhi a mandorla dei cinesi Qing Pang-Jian Tong, secondi a Vancouver, seguiti dai tedeschi Aliona Savchenki-Robin Szolkowny e dai russi Yoko Kavaguti-Alexander Smirnov.
