Il green del (campo) del vicino è sempre più verde
Sindrome tipica del Neurogolfismo è la tendenza a scaricare su agenti esterni le colpe di una gara penosa, di un putt sempre troppo corto o troppo lungo, di uno swing che ricorda più lo zappatore che Tiger Woods.
E allora lunedì di Pasquetta, una bellissima giornata di sole, mi son trovato a Campagnola a disputare la bella Gara del cioccolato in cui dopo le premiazioni una fontana di cioccolato fuso ci deliziava con spiedini di frutta, al Club Santo Stefano.Un bel nove buche, piuttosto impegnativo, stretto, con tanta acqua, recentemente ridisegnato con maestria dall'architetto Ansioli che lo ha reso ancor più divertente e vario ma appunto impegnativo.
Tra l'altro a quanto pare la federazione ha abbassato l'handicap del campo, quindi i soci si sono ritrovati quest'anno con un campo nuovo, bello difficile, e l'handicap abbassato. A parte l'ottima compagnia del mitico Gian, ho avuto l'impressione che i risultati, tutti molto bassi, tanto da motivare un CSA 3, abbiano contribuito a diffondere un simpatico ascesso da Neurogolfismo, quando diversi soci hanno cominciato a pianificare gare su gare in altri campi (in questo hanno i raft migliori, in quello i range più larghi, in quell'altro i premi più belli), per sfuggire alla maledizione del proprio.
Non c'è che dire, il Green del campo del vicino è (sempre) inequivocabilmente più verde.
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Oppi, B. (2009, December 07). Il green del (campo) del vicino è sempre più verde. Retrieved February 10, 2012, from conTESTI.eu Web site: http://www.contesti.eu/sport/il-green-del-campo-del-vicino-e-sempre-piu-verde.
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