Commedia (tratta da "Central Park West" di W.Allen)
Una commedia così piacevole, così divertente, così ben scritta. Ed una messa in scena che ne fa apprezzare il testo, il movimento intrinseco e lo sviluppo dei personaggi e della storia che, per quanto semplice, permette allo spettatore di guardare e di ascoltare.
Una commedia così piacevole, così divertente, così ben scritta. Ed una messa in scena che ne fa apprezzare il testo, il movimento intrinseco e lo sviluppo dei personaggi e della storia che, per quanto semplice, permette allo spettatore di guardare e di ascoltare, di essere a teatro con l'attenzione gioiosa di chi a tratti può rispecchiarsi in ciò che vede sul palcoscenico e a tratti può ridere con la distanza di chi si sente differente e perciò al sicuro.Uno spettatore che però certamente coglie l'ironia intelligente che l'opera Commedia tratta da Central Park West di Woody Allen gli suggerisce continuamente. La regia di questo spettacolo è di Luca Laviano, un giovane romano che fa anche l'attore, che l'ha realizzata per le scene insieme con la Compagnia Vite in bianco e nero, i cui attori hanno ben segnato i tratti che caratterizzano la vita dei personaggi Carol, Sam, Phillie e gli altri. La storia è quella di un piccolo gruppo di uomini e donne di successo, professionisti quali avvocati, psichiatri o altri ricchi appartenenti alla società americana - ma potrebbe essere una qualsiasi altra società occidentale - che imbastiscono storie d'amore, di sesso o semplicemente storie per riempire il loro tempo libero.
Non lo fanno solo per vivere allegramente o lenire la noia, ma sembrano soprattutto farlo per esistere, per cercare di lasciare un loro piccolo e personale segno. Una traccia che non ha ambizioni di eternità - come l'arte o le gesta eroiche - ma che possa avere per loro un motivo per esser ricordata. Invece, risultano capaci di bere troppo, di fumare anche di più e di distinguersi soltanto per una certa capacità dialettica di mettere in fila belle parole lungo bei discorsi articolati - poiché l'autore, ricco di sagacia, scrive bene, e sa usare questo espediente soprattutto per creare comicità. Un divertimento che spesso si trasforma in una sintetica e spietata analisi di quelli che sono i difetti delle femmine e dei maschi, delle invidie e delle inutili ricerche del sé, dei valori religiosi o morali che sembrano esistere solo come significante - suono - ma non come significato - referente reale. Tutto questo è reso corpo dalle azioni di Sara Mansi - l'attrice protagonista, che interpreta il personaggio più spietato del gruppo, Phillie, ma anche quello che enunciando i commenti più espliciti pronuncia spesso la verità - accentuando forse troppo le caratteristiche della forza femminile in tratti maschili.
Oppure da Ilenia Cerioni, che interpreta un'insicura e mutevole Carol, molto femminile ma poco sensuale, proprio a causa di questo suo continuo oscillare. O anche da un bravissimo Massimiliano Di Stefano, un Howard un po' distratto, cattivo per indifferenza, ridicolo, a volte rassegnato, sicuramente un fallito ma ancora molto vivo. E infine gli altri personaggi, ognuno con la sua negativa caratteristica, che portano avanti il gioco delle coppie, che si formano e si disfano, in un cerchio di facili e inutili tradimenti, in cui le promesse o la memoria non contano, dentro un tempo teatrale che è lungo poco più di un'ora e un tempo della commedia umana che non sembra essere differente. Poiché anche se le cose che accadono potrebbero essere tragiche - si spara, ci si ferisce, ci si abbandona - restano invece solo effimere.
Commedia, tratta da Woody Allen. Regia di Luca Laviano. Con Sara Mansi, Ilenia Cerioni, Massimiliano Di Stefano, Alessandro Di Somma e Giada Colonna. Al Teatro Elettra di Roma e poi in tournè.
