Hammett N.3241 & Hellman
Libri anonimi, rivestiti di carta da pacchi, e una branda nera su cui il corpo di Luca Milesi – il bravo attore che interpreta il ruolo di Dashiell Hammett- neppure entra per intero.
Libri anonimi, rivestiti di carta da pacchi, e una branda nera su cui il corpo di Luca Milesi – il bravo attore che interpreta il ruolo di Dashiell Hammett- neppure entra per intero. Lui è alto, è grande, ha i capelli molto corti e il viso che sa assumere le espressioni più tristi, sconcertate o improvvisamente intenerite, all’interno del dramma Hammett N.3241 & Hellman rappresentato con la drammaturgia e la regia sapiente di Biagio Proietti al Piccolo Teatro Campo d’Arte di Roma.L’opera racconta la vita dello scrittore perseguitato dalla Commissione McCarthy durante i bui anni americani della caccia alle streghe comuniste, quando Hammett e la sua amante – anche lei professionista di penna, la sceneggiatrice Lillian Hellman – furono vittime di una politica ottusa. Soprattutto Hammett pagò con il carcere il silenzio, la mancata rivelazione dei nomi di altri scrittori, artisti o semplicemente persone impegnate in associazioni di diritti civili ma accusati di essere sovversivi.
Nomi di cui lo scrittore non era realmente neppure a conoscenza, ma la cui ignoranza non usò per scagionarsi: convinto idealmente che la democrazia aveva bisogno di sacrifici e l’arte di gesti simbolici e per questo eclatanti.
In questo spettacolo la sofferenza – come spesso accade nelle regie di Proietti – è poeticamente resa dalle luci, dal loro colore, dall’uso intelligente ed emotivo che le mani e la mente del regista ne sanno fare, spostando i fasci ora su un ambiente ora su altro; ora su un volto, su uno straccio o su un libro strappato e ricoperto, reso anonimo, appunto, ma non per questo innocuo: è ancora oggetto e segno di una volontà che non può essere sopita né piegata, perché
è espressione di personalità e coscienza.
è espressione di personalità e coscienza.il monologo di Dashiell
Un’identità complessa che Luca Milesi sa raccontare nel primo lungo monologo che compone la prima parte dello spettacolo, che scaturisce, come anima, dai suoi movimenti drammatici ma mai enfatici, contenuti nel dolore, nell’espressione e nella sofferenza ma per questo ancor più incisivi e dunque capaci di entrare, sfruttando lo sguardo dello spettatore, all’interno della sua capacità cognitiva. Chi uccide le opinioni o ne impedisce la pluralità, uccide la democrazia. Questo è il messaggio chiaro, semplice, che ci arriva attraverso il testo scritto.
Questo è il messaggio che tutta la serietà con cui Hamett e l’attore che lo interpreta, pulendo il pavimento della sua cella, ci trasmettono con i gesti del teatro: movenze pesanti ma non lente; ritmate senza essere ripetitive.
Il monologo di Lilian
La seconda parte dello spettacolo è composta invece dal monologo di Lilian, la donna che Dashiell amò per molti anni della sua vita. Lei lo aspetta e lo assiste durante il suo tumore e ne piange la morte.
Maria Concetta Liotta interpreta questo ruolo complicato, che si dipana tra una sigaretta e una conversazione telefonica, dentro la luce fredda e ostile di un ospedale; con una recitazione che anche nel suo caso, specularmente, passa veloce dal gesto infantile del ricordo, unico modo per afferrare ciò che è perduto, al pianto vero e proprio del momento in cui la morte non lo permette più. E lei, la Liotta, sacrificata in costumi che mortificano troppo la sua bellezza, è brava a non eccedere, a tenere ferme le labbra tra la smorfia dell’amore e quella del dolore: dentro un personaggio, una donna, che fu guidata, anche lei, dalla forza delle idee.
Hammett N.3241 & Hellman. Drammaturgia e regia di Biagio Proietti. Con Luca Milesi e Maria Concetta Liotta. Al Piccolo Teatro Campo d’Arte di Roma e poi in tournè.
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lucilla. (2009, December 04). Hammett N.3241 & Hellman. Retrieved September 11, 2010, from conTESTI.eu Web site: http://www.contesti.eu/teatro/hammett-n.3241-hellman.
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