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Le disperazioni trasparenti de "Lo zoo di vetro"

— archiviato sotto: , ,

Nella messa in scena del dramma di Tennesse Williams la regista Viviana di Bert da spazio alle anime chiuse dei personaggi, svelando la loro impotenza e tutta la loro delicatezza.

Fotozooovetro2Il testo drammatico di Tennessee Williams Lo zoo di vetro vive un lungo respiro, senza interruzioni, nella regia di Viviana di Bert. I protagonisti si muovono a loro agio nello spazio piccolo della casa della famiglia Wingfield, in cui si svolge la storia. Hanno caratteri diversi ma, nel loro triste presente, mantengono tutti un’idea di proiezione verso il futuro. Sebbene chiusi in gabbie di ferro, tonde e senza sbarre, i cui contorni sono definiti  da alcune corde, parlano continuamente tra di loro, alcuni con una lingua che ha i toni del dialetto.

 

I personaggi

C’è il figlio, Tom, che fa da filo conduttore, il cui unico obiettivo è la fuga dal lavoro, dalla sua città, dal rapporto con una sorella che protegge e ama, in modo a volte un po’ aggressivo, confuso ma soprattutto sempre disperato. Laura, la sorella, mite e sognatrice, che cura e accarezza con piacere maniacale , un piccola collezione di animaletti di vetro, il suo unico tesoro, l’unico referente terreno e materiale del suo attaccamento alla vita, che le concede qualche ricordo del passato, in cui un giovane compagno di scuola del fratello l’ha notata e lievemente vezzeggiata, a parole, chiamandola Rosamia e facendole dimenticare il suo corpo offeso da una leggera zoppia che aumenta ed esaspera la sua timidezza e distrugge la sua autostima. Lui, il giovane Jim, che dopo anni ricompare, ora non più compagno di studi ma collega del fratello, per farla innamorare di nuovo, in un idillio in cui i due attori – Brunilde Maffucci e Andrea Maglio –ci regalano il meglio della loro recitazione, interpretando benissimo il ruolo della seduzione e della freschezza della gioventù in cui l’amore potrebbe rappresentare la salvezza di qualsiasi esistenza.

Amanda

E c’è infine la madre, Amanda, che pur essendo stata abbandonata dal marito da un giorno all’altro, non ha perso nulla del suo carattere leggero, della consapevolezza di essere femmina e donna, dedita all’esasperata educazione dei figli: li corregge, insegna loro le regole del galateo, in un continuo costruire frasi ed esempi che risultano essere inutili non solo perché poco ascoltate dai ragazzi ma anche perché poco applicabili alla loro prosaica esistenza.

Amanda desidera soprattutto un fidanzato per Laura, per consegnarla finalmente al mondo, trovare così una felice conclusione al suo ruolo di madre e vedere un sorriso di serenità in sua figlia. Amanda è una donna che nel suo essere continuamente fuori luogo e fuori tempo, non rinuncia alle frivolezze, pur nella povertà, né al buon gusto di tacere le difficoltà economiche, relegando al potere delle parole la possibilità di trasformare la vita attraverso una definizione diversa. Ed affermando in questo modo tutta l’importanza che  le parole hanno nel teatro.

Gli attori recitano con la consapevolezza di conoscere i loro personaggi; il ritmo dello spettacolo rispetta il ritmo del dramma, in cui nessuna delle aspirazioni sarà risolta, neppure la fuga di Tom, che non potrà abbandonare definitivamente l’unico amore che sente dentro: quello per la sorella Laura. Pur coltivando, anche lui, un altro particolare e unico amore: quello per le parole; poiché scrive poesie.

Lo zoo di vetro, di Tennessee Williams. Regia di Viviana di Bert. Con Lina Felice Palma, Brunilde Maffucci, Piero Sarpa, Andrea Baglio. Al Piccolo Teatro Campo d’Arte di Roma e poi in tournè.

 

Copyright 2009, by the Contributing Authors. Cita/attribuisci la Risorsa. lucilla. (2010, January 22). Le disperazioni trasparenti de \'Lo zoo di vetro\'. Retrieved February 10, 2012, from conTESTI.eu Web site: http://www.contesti.eu/teatro/le-disperazioni-trasparenti-de-lo-zoo-di-vetro. Il presente lavoro è licenziato sotto una Creative Commons License Creative Commons License