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"Sotto un ponte, lungo un fiume" di Luigi Lunari in versione edipica

— archiviato sotto: , ,

La regia di Gianni Licata ha sottolineato, nell'opera teatrale di Luigi Lunari, gli aspetti contorti e psicologici dei personaggi lasciando al margine, dietro l'acqua del fiume, quelli più politici e sociali.

Sotto_un_ponte_lungo_un_fiume - locandinaMamma mamma”, sono le frasi finali dell’opera di Luigi Lunari Sotto un ponte, lungo un fiume, in cui lo scontro tra due ideologie generazionali e due ipotesi di impegno sociale si animano all’interno di un gruppo familiare. “Mamma mamma” è il ritornello leggero, angelico, ma anche ossessivo che  con la regia di Gianni Licata viene ripetuto dalle voci dei protagonisti del dramma.

Licata infatti ha reso più evidente, nella storia teatrale, lo scontro psicologico  vissuto dai personaggi tutto dall’interno, che coinvolge la vita sociale -  la fabbrica, il fiume inquinato, l’organizzazione della comunicazione,  la morte – solo successivamente. Dalle labbra di Andrea Zanacchi – uno dei due attori protagonisti – che si muove mollemente, interpretando in maniera volutamente infantile il ruolo del figlio minore dell’uomo e della donna che hanno costruito e lanciato un impero industriale – si innalza tutto il rifiuto per un percorso di scalata alla carriera, di accumulo di denaro, di fretta e di velocità.

Le parole che danno corpo e sostanza alle azioni più scontate di suo fratello maggiore – interpretato dal sempre bravissimo Luca Milesi – sono invece concrete, ma anch’esse tristi, piene di rimpianto per gli studi perduti, per una vita di relazioni e di amicizie che non ha. All’interno di un allestimento scenico composto dalle corde che ricordano quelle di un ring dove si svolge un combattimento – ci sono pochi oggetti brutti e sporchi. Un cuscino senza federa, dei pezzi di carta, una scatola di latta e una vecchia bambola. Sono povere cose abbandonate nella discarica dove il figlio minore abita insieme con la madre, che lo ha seguito – forse per accudirlo – quando lui ha deciso di non lavorare più, di rifiutare ogni ingranaggio economico. Di non essere presente all’interno della piramide sociale.

Un rifiuto che suo fratello accusa essere privo di alternative, durante uno scambio di battute in cui, attraverso la rabbia del suo personaggio, Luca Milesi sa anche esprimere, far trapelare chiara, la gelosia per quel fratello più bello, più dolce, più dotato e – lui teme – più amato da sua madre.  Questa figura  è interpretata con fin troppa misura da Luisella Mattei, i cui movimenti, sulla piccola scena, sono attenti a non invadere le fragili psicologie dei suoi due ragazzi e contemporaneamente danno risalto ad un personaggio più stanco e rassegnato che combattivo, che cinicamente sembra aver compreso i meccanismi sia della politica sia della giustizia sia delle dinamiche delle relazioni sentimentali.

Mamma, mamma” la chiamano loro, continuamente: le voci sembrano un trillo, il momento che precede una risata, ma sono invece  acute e tenere solo per nascondere la tragedia: quella di una terribile rivelazione; quella di un terribile assassinio. “Mamma, mamma”: e lei è presente. Le sue mani sembrano essere calde, vanno oltre la sostanza del tempo, rendono inutile qualsiasi scontro, sia il  suo sacrificio sia quello dei suoi figli.

Sotto un ponte, lungo un fiume di Luigi Lunari. Regia di Gianni Licata. Con Luisella Mattei, Andrea Zanacchi, Luca Milesi. Dopo il Piccolo Teatro Campo d’Arte di Roma ora in tournè

 

Copyright 2009, by the Contributing Authors. Cita/attribuisci la Risorsa. lucilla. (2010, March 26). \'Sotto un ponte, lungo un fiume\' di Luigi Lunari in versione edipica. Retrieved February 11, 2012, from conTESTI.eu Web site: http://www.contesti.eu/teatro/sotto-un-ponte-lungo-un-fiume-di-luigi-lunari-in-versione-edipica. Il presente lavoro è licenziato sotto una Creative Commons License Creative Commons License