Teatro al ristorante: tutti a cena con delitto
Immaginate di essere seduti a un tavolo e di vedere il vostro vicino di piatto che prende in mano un bicchiere, sorseggia amabilmente un po’ di vino rosso e … bam! Cade a terra privo di sensi. Attorno a voi uomini e donne si guardano con fare inquisitorio, mentre i camerieri, impassibili, vi chiedono se volete fare il bis del risotto. D'un tratto, proprio come dopo la formula "pronti, partenza, via", da sotto i piatti ecco comparire block notes e penne e quelli che fino a poco fa avevate conosciuto come Maria la casalinga, Pino il giardiniere e Giovanni il tabaccaio, ora si presentano con nomi diversi.
Immaginate di essere seduti a un tavolo e di vedere il vostro vicino di piatto che prende in mano un bicchiere, sorseggia amabilmente un po' di vino rosso e... bam! Cade a terra privo di sensi. Attorno a voi uomini e donne si guardano con fare inquisitorio, mentre i camerieri, impassibili, vi chiedono se volete fare il bis del risotto.Angelo Santoro, classe 1967, laureato in Economia e Commercio e in Scienze Politiche, crea le sue storie costruendole spesso sulle persone che incontra, limandone le caratteristiche in base agli attori che le andranno ad interpretare, ma non solo. Ogni voce, viso, storia e luogo, gli suggeriscono nuovo materiale da proporre in scena, pardon, ai tavoli di un ristorante.
Fino ad ora, ben otto le storie scritte per le cene, un hobby trasformato in professione circa tre anni fa quando la Compagnia Torino Teatro chiama il nostro scrittore per trasformare le cene di intrepidi torinesi in vere e proprie scene del crimine. Una fusione che porterà Angelo Santoro in giro per i ristoranti del Piemonte sempre pronto a nuove storie da scrivere e da proporre a clienti entusiasti.
Una stesura che si conclude su carta in dieci giorni di duro lavoro e on stage, in quarantacinque minuti - il tempo di un episodio di C.S.I. - ci dice.
Ma a chi spetta la parola finale, chi decide se una storia è abbastanza appassionante da mandare in brodo di giuggiole i Conan Doyle nostrani? I suoi attori, naturalmente. Sì, perché se una volta ricevuta e letta la storia gli attori indovinano il colpevole troppo facilmente, Angelo riscrive il finale!
E statene certi, il colpevole non è sempre il maggiordomo!
Ma la notizia non finisce qui... Siamo rimasti incuriositi e affascinati da questa idea e grazie alla disponibilità dell'autore lo seguiremo nelle sue avventure prossimamente su contesti.eu: durante le prove, indagheremo su di lui e sugli attori della compagnia, ci troveremo puntuali nei ristoranti dove viene messa in scena, pardòn, in tavola, la cena con delitto per capire meglio come funziona questo curioso binomio che vede storie originali in una cornice "classica" per la letteratura di genere.
